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Conte annienta Salvini e la Meloni: il premier sul Mes sbugiarda i sovranisti

Il premier Giuseppe Conte è intervenuto alla Camera per l’informativa sul fondo salva-stati. In un’aula ridotta come al solito a una jungla verbale dai leghisti, il presidente del consiglio ha esordito con un attacco diretto a Salvini e alla Meloni: “Dalle opposizioni accuse infamanti contro di me che, se fossero vere, dovrebbero costringermi alle dimissioni. Mi sono sorpreso, se posso dirlo, non della condotta del senatore Salvini, la cui ‘disinvoltura’ a restituire la verità e la cui ‘resistenza’ a studiare i dossier mi sono ben note, quanto del comportamento della deputata Meloni, nel diffondere notizie allarmistiche, palesemente false sul Mes”.

Continua il premier: “Ad esempio è stato anche detto che il Mes sarebbe stato già firmato, e per giunta di notte. Anche chi è all’opposizione ha compiti di responsabilità. Mi sembra quasi superfluo confermare a quest’Aula un fatto di tutta evidenza, ossia che né da parte mia né da parte di alcun membro del mio Governo si è proceduto alla firma di un trattato ancora incompleto: nessun trattato è stato infatti ancora sottoposto alla firma dei Paesi europei”. E Conte ha così smascherato pubblicamente, in Aula, la più grande fake news diffusa da Lega e Fratelli d’Italia sulla questione Mes.

Il premier ha poi chiarito che “fin dall’avvio della mia prima esperienza di governo, il Parlamento italiano è sempre, costantemente e puntualmente aggiornato. Posso dunque affermare che, poco meno di un anno fa, l’Italia, da me rappresentata, si è espressa in sede europea in maniera perfettamente coerente con il mandato ricevuto da questo Parlamento. Su tali basi è stato dato l’incarico all’Eurogruppo di procedere alla predisposizione di una bozza di revisione del Trattato Mes”. Conte ricorda poi il ringraziamento che il senatore della Lega Alberto Bagnai gli fece durante l’esame del Mes al Senato, scatenando gli applausi dei deputati del Pd.

Sul fronte dell’opposizione, la leader di Fdi Giorgia Meloni rinnova il suo appello: “Siccome i numeri in Aula ce li ha lui, può dire che l’Italia o non firma il Fondo salva stati così come ce lo vogliono propinare o il governo va a casa, altrimenti taccia e non ci prenda in giro”, dice al Gr1 e conclude: “Oggi mi aspetto che Conte dica che non è vero quanto dichiarato da Gualtieri secondo cui il trattato sarebbe inemendabile, queste sono decisioni che prende il Parlamento”.

 

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