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Conte sfida Renzi: pronto allo “scontro” in diretta tv e in Parlamento: “Adesso basta”

“Non credo che le persone potranno accettare una crisi di governo mentre il Covid uccide. La gente non capisce cosa vuole Renzi e non lo capisco neanche io, ma andrò fino in fondo”. Queste sono le parole, durissime, di Giuseppe Conte, pronunciate ieri sera, quando ha capito che i renziani sono pronti davvero a staccare la spina, già nel consiglio dei ministri di stasera, 12 dicembre. Stando a quanto riportato dal Corriere, Conte ora vuole giocarsi il tutto per tutto ed è pronto a sfidare Renzi in modo diretto, a partire da una diretta tv, e poi arrivando alla conta nell’aula del Senato. È questa la tentazione che serpeggia a Palazzo Chigi, dove il portavoce Rocco Casalino ha smentito l’intenzione di “asfaltare Renzi” grazie ai voti dei responsabili.

“Eppure i parlamentari giallorossi dicono apertamente che la scialuppa è pronta. Anche Luigi Di Maio si sarebbe adoperato per convincere Conte a darsi da fare, alla ricerca di un drappello di senatori centristi disposti a salvare il suo governo. Questo scenario ha fatto scattare l’allarme al Quirinale, dove si respira un clima molto pesante. Un ‘allibito’ Sergio Mattarella giudica ‘molto male’ il piano del premier, che ha interrotto le comunicazioni e starebbe giocando a carte coperte, proprio come Renzi. Se prima le responsabilità erano attribuite al 90 per cento all’ex premier e al 10 per cento a Conte, adesso nello staff del capo dello Stato si pensa che il premier stia sbagliando (quasi) quanto il leader di Italia Viva”.

L’idea di una conta parlamentare genera al Quirinale “forti timori”, perché se pure Conte dovesse ottenere la fiducia per un voto o due, un governo sostenuto da una maggioranza raccogliticcia sarebbe paralizzato dai veti. “Io sono al lavoro per compattare l’attuale maggioranza”, continua però a dire Conte. “A questo punto può succedere di tutto – ragiona Conte con i collaboratori -. Se Renzi apre la crisi io devo prenderne atto e decidere con il presidente della Repubblica cosa è meglio fare. Ma nei libri di storia deve restare traccia che questa situazione difficile non l’ho voluta io!”.

Renzi, dal canto suo, non vuole rompere su quei 209 miliardi che sono il futuro degli italiani, quindi lascerà che Bellanova e Bonetti votino il Recovery e poi staccherà la spina. Conte si sente a posto con la coscienza, convinto di aver risposto “nel merito” alle pressanti richieste di Renzi. E poi rivela: “Non ho mai chiamato Renzi per sedersi a un tavolo e parlare a quattr’occhi? Gli ho inviato due sms: gli auguri di Natale e poi un altro messaggio, rimasto senza risposta”.

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