Interni

Coronavirus in Europa, l’allarme di Pregliasco: “Se la situazione europea peggiora, rischi di una seconda ondata in Italia più pesanti”

L’ Europa torna a tremare a causa del coronavirus: il Belgio annuncia l’arrivo della seconda ondata, in Germania si impenna il numero dei contagi, la Romania viaggia su una media di oltre mille casi al giorno, in Francia Macron lancia l’ennesimo appello per l’uso della mascherina che presto potrebbe diventare obbligatoria a Parigi. Mentre si aggrava la situazione della pandemia in Europa, virologi ed esperti italiani si dividono sul rischio concreto che una nuova seconda fase dell’epidemia possa colpire anche il nostro Paese. “Se altre nazioni europee intorno a noi non tengono il pericolo aumenta indubbiamente anche per il nostro Paese”, ha affermato Fabrizio Pregliasco, virologo all’Università di Milano e direttore sanitario dell’Irccs Galeazzi di Milano, ad Huffpost. “Con il peggioramento della situazione pandemica in vari paesi dell’ Europa, oltre che in Asia e in America, oggi il rischio di una seconda ondata di Covid-19 in Italia diventa più pesante e concreto”.

Al momento, ha precisato Pregliasco, “in Italia registriamo un andamento endemico con variazioni legate al comparire di nuovi focolai, per altro attesi. Per ora, però, stiamo dimostrando una capacità di controllo di tali focolai, al contrario di quanto sta accadendo in alcuni Paesi”. Ed il punto, sottolinea, è proprio questo: “Se non verranno a mancare questa capacità di individuazione rapida dei focolai ed il rispetto delle misure di prevenzione, allora il rischio di una seconda ondata si attenua, anche se la situazione è esterna all’Italia costituisce un forte pericolo visto che molti nuovi casi di infezione sono di importazione”. Insomma, “no agli allarmismi – ha concluso il virologo – ma è necessario più che mai continuare ad essere prudenti e vigili nel mantenere alta l’attenzione, perché la situazione intorno a noi peggiora e questo è un segnale negativo”.
La situazione in Belgio

Secondo gli ultimi dati diffusi dall’autorità sanitaria belga Sciensano, infatti, il numero medio di infezioni da coronavirus è salito in Belgio a 517,1 tra il 25 e il 31 luglio, con un aumento del 60% rispetto alla settimana precedente. “Non è un piccolo aumento. Non sappiamo quanto durerà e quanto saliranno le curve”, ha dichiarato Steven Van Gucht, presidente del comitato scientifico sul coronavirus dell’Istituto di sanità. Van Gucht stempera in parte la preoccupazione: “Questa seconda ondata potrebbe non avere conseguenze drammatiche: le misure messe in atto dal Consiglio di Sicurezza Nazionale possono funzionare. Il Coronavirus in futuro si comporterà come una lieve infezione”.
Perché in Italia la situazione non è altrettanto critica
Secondo il dottor Pierangelo Clerici, presidente dell’Associazione microbiologi clinici e membro del comitato tecnico scientifico della Lombardia, “noi paghiamo positivamente tutte le strategie di contenimento, compreso quella del lockdown”. Clerici ha parlato all’Huffpost di una popolazione italiana che sa cosa vuol dire rischiare un ulteriore lockdown, rispetto ad altre realtà europee che hanno preso con più leggerezza l’epidemia. “L’Italia è psicologicamente più predisposta a mettere la mascherina, a rispettare il distanziamento. La negazione delle misure di contenimento ha fatto esplodere negli altri paesi questi casi, che continuano a crescere”.
Sono i giovani il tallone d’Achille
Il rischio di abbassare la guardia potrebbe però colpire anche la preparata Italia: “Si è abbassata l’età delle persone contagiate, ora si va dai 18 ai 40 anni. Questo dato ci racconta qualcosa: la fascia più colpita sono i ragazzi, che vanno in discoteca, nelle spiagge, nei luoghi di aggregazione, com’è giusto che sia d’estate. Aumenteranno sicuramente il numero dei casi”.

Ti potrebbe interessare anche: Viaggiare in treno con il Covid: uno studio svela la velocità di trasmissione del virus in una carrozza affollata