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Scuola, non ci sono più alunni: l’anno prossimo 130 mila iscritti in meno

Sempre meno figli per le famiglie italiane. L’allarmante quadro demografico del Paese sta mostrando un mutamento non solo in termini di numeri di nuovi nati, ma anche con il consgeuente crollo degli iscritti a scuola, segnando un calo record degli alunni negli ultimi dieci anni. Secondo i calcoli del ministero dell’Istruzione, fra sei mesi ci saranno ben meno 130 mila nuovi iscritti tra gli istituti statali di tutta Italia. Per capire quanto sia allarmante questo dato, basta immaginare come se nel giro di un decennio fosse stata cancellata dalla geografia italiana un’intera città come Palermo. Un fenomeno che, probabilmente come unica nota positiva, aiuterà comunque le aule scolastiche: se ci sono meno iscritti tra i banchi, infatti, ci dovrebbero essere sempre meno classi pollaio negli istituti. Piano piano andranno sparendo, quindi, quelle aule di liceo da 30 alunni a cui le famiglie sono abituate da anni.

Crollano gli iscritti a scuola: i dati
Per il secondo anno consecutivo il tasso di denatalità produrrà una riduzione di alunni italiani ben superiore alle 100 mila unità rispetto ai 12 mesi precedenti, per l’esattezza da settembre avremo iscritti 127 mila allievi in meno. Come ha riportato il quotidiano online Tecnica della scuola, il dato stride con la conferma dei numeri minimi per la formazione delle classi, soprattutto del primo anno delle superiori dove per effetto della riforma Gelmini-Tremonti servono almeno 27 alunni per fare partire il corso: un problema che nei grandi centri è particolarmente sentito. Tuttoscuola ha addirittura calcolato dei dati in crescita, nei quali “le prime classi delle superiori con oltre 27 alunni sono passate dalle 1.981 (7,9% del totale) del 2021-22 alle 2.459 (9,8%): un incremento del 24%”.
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Insegnanti: restano ferme le nuove assunzioni
In questo quadro va detto che, comunque, gli organici degli insegnanti rimangono fermi. Anzi, si assiste ad un aumento di 9.000 posti in organico di diritto sul sostegno, come è stato previsto l’aumento dei posti di educazione motoria alla primaria per effetto del coinvolgimento delle future classi quarte (anche se a scapito dei posti comuni). Inoltre, è stata data la possibilità di diminuire il numero degli alunni per classe nelle scuole disagiate o in aree soggette a fenomeni di spopolamento. Tutte disposizioni, favorevoli all’utenza, che però ai sindacati non bastano.




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