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Dalla Cina un laser che disintegra la spazzatura spaziale

É di pochi giorni fa la proposta cinese secondo la quale potremmo disfarci della spazzatura spaziale inviandola fuori dall’orbita terrestre e distruggendola con i laser.

Che la spazzatura, anche quella che gira intorno a noi nello spazio, rappresenti un problema per il nostro pianeta è cosa già nota. Le soluzioni per produrne meno ed eliminarla senza causare danni all’ambiente sono ancora poche. E non tutte hanno dato teorie veramente efficienti.

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Oltre alla spazzatura che produciamo quotidianamente sulla Terra, c’è quella con la quale abbiamo inquinato lo spazio con frammenti di detriti e altro. É dagli anni ’50 che gli uomini continuano a devastare anche il cosmo. Attualmente sono presenti circa 20mila frammenti di detriti che ruotano intorno alla nostra orbita. Di cosa si tratta esattamente? Pezzi di vecchi satelliti ormai in disuso, razzi usati e frammenti di collisione, erosione e disintegrazione. Fluttuano nello spazio, raggiungendo la velocità di 17.500 miglia orarie.

Le idee per disfarsi di questi detriti sono molte, una delle quali vorrebbe raccoglierli tutti in reti giganti per poi spararle fuori dall’orbita attraverso l’utilizzo di magneti.

La nuova proposta cinese, ipotizzata da un team di ricercatori, afferma di potere fare esplodere i detriti in frammenti più piccoli e meno dannosi attraverso un laser capace di volare intorno alla Terra.

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Come hanno fatto? Secondo Quan Wen e il suo team della Air Force Engineering University il piano è fattibile in quanto è stata fatta una simulazione numerica per testare come uhm laser possa avere un impatto efficace sulla quantità di spazzatura spaziale che attualmente gira intorno alla Terra. Se l’idea dei ricercatori cinesi non risolve del tutto il problema, tante almeno di renderla più gestibile.
Infatti, attraverso brevi raffiche ad infrarosso, a distanza ravvicinata, i detriti dovrebbero disintegrarsi in frammenti più piccoli. L’idea è supportata da basi tecnico scientifiche, nelle quali si spiega dove il laser potrebbe essere esattamente puntato e la sua posizione nel cielo.
Dopo numerose ricerche e studi comparati, hanno scoperto che attraverso una precisa inclinazione e ascensione retta rispetto alla pozione della Terra, la spazzatura spaziale può essere direttamente colpita dal laser in maniera efficace.

Prima di un test completo si passa per la simulazione, che: “Fornisce le basi teoriche necessarie per l’installazione di una stazione laser, basata sullo spazio, e l’ulteriore applicazione della rimozione di detriti spaziali utilizzando il laser spaziale”.

I ricercatori cinesi non sono i soli a voler trovare un modo efficace per risolvere il problema.

Nel 2014 è stata annunciata una missione della DeOrbit dell’Esa, l’Agenzia Spaziale Europea, per catturare la maggior parte dei detriti a partire da 800 e 1000 km di altitudine.

Un’altra impresa è quella di CleanSpaceOne, programma del Politecnico federale di Losanna, che tenterà di allontanare dalla nostra orbita tutti i pezzi di metallo.

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Sono numerose le idee in proposito, e servono soprattutto a scongiurare problemi nel momento on cui il turismo spaziale diventerà realtà e le navi in partenza dal nostro pianeta diverranno numerose.

Sicuramente ci vorranno più soluzioni messe insieme come raccolta, rottura attraverso il laser, e detriti che vengono spinti fuori dalla nostra orbita. Il problema è grave e occorre al più presto un piano d’azione veramente efficace. 

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Roberta Montella
Leggere le piace, scrivere ancor di più. Dopo due Università, un Master e numerose redazioni, è Content Editor di Business.it, un portale che esprime tutta la sua curiosità per i nuovi media e l’innovazione tecnologica. Adora il cinema, odia la superficialità. Usa la tastiera come tappeto magico per esplorare a fondo l’intero mondo digitale.