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“Contro di noi insulti e minacce”. Decathlon dice basta: stop alla produzione dell’hijab

Il tempo di fare il giro dei social e la notizia aveva subito scatenato una polemica feroce. Come fatto già in passato da altri noti marchi come Dolce & Gabbana o H&M, anche Decathlon aveva infatti annunciato di volersi aprire alle esigenze del mondo islamico commercializzando un copricapo destinato alle corritrici, già in vendita in Marocco col nome di hijab. In Francia la vicenda si era subito trasformata in un caso rovente, e molti utenti avevano invaso i social di post di protesta.

Alla fine è così arrivato il passo indietro dell’azienda, che ha deciso di bloccare la vendita dell’accessorio pensato per le runner musulmane. Ad annunciarlo è stato proprio Decathlon, spiegando che la commercializzazione, prevista per metà marzo, è stata stoppata fino a nuove indicazioni. “Vogliamo rendere lo sport accessibile a tutte le donne”, aveva detto all’agenzia Afp Xavier Rivoire, responsabile della comunicazione di Decathlon United.
Subito dopo la notizia del lancio del prodotto, la ministra francese della sanità Buzyn aveva parlato di un articolo “non proibito dalla legge” ma che “rappresenta però una visione della donna che non condivido. Avrei preferito che un marchio francese non promuovesse il velo” aveva detto. Altri esponenti del mondo politico si erano espressi contro l’hijab, ed è partita anche la proposta di boicottare Decathlon in Francia.
L’azienda su Twitter ha quindi annunciato il dietrofront, spiegando di aver ricevuto insulti e minacce sui social e centinaia di email di proteste. Di qui la decisione di sospendere la vendita per “garantire la sicurezza dei nostri lavoratori”. La vicenda ha ovviamente superato i confini francesi e tiene banco sulle pagine di tutta Europa, con gli utenti divisi in merito.

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