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“Cancello l’evento ma non chiedo scusa”. Ancora polemiche per le “frittelle della discriminazione” a Mantova

Niente più frittelle della discordia, quelle che, secondo le intenzioni iniziali, andavano regalate soltanto ai bambini italiani insieme ai biglietti per il luna park di Mantova. Un caso che aveva scatenato un putiferio e che alla fine ha visto l’annullamento dell’iniziativa. Non senza, però, un ulteriore codazzo al veleno. Ad annunciare il passo indietro è stato infatti proprio Luca De Marchi, il consigliere comunale di Fratelli d’Italia che si autodefinisce “sovranista mantovano” e con la sua iniziativa ha scatenato un’ondata di indignazione bipartisan.

“Ho annullato l’iniziativa. Non voglio alimentare altri attacchi ideologici scaturiti da una mia leggerezza”.La decisione, assicura lui, non è dovuta tanto alla presa di posizione di Giorgia Meloni, che si era subito dissociata pretendendo da lui una marcia indietro e scuse pubbliche, quanto alla volontà “di tutelare la mia storia politica e personale. In questi giorni ho ricevuto attacchi inammissibili e minacce di morte”.
Niente scuse però. Anzi. “Ho cancellato l’evento e mi sono messo sull’attenti, uniformandomi alla linea del partito. Io e la Meloni siamo due politici, non fidanzati. Quali altre scuse dovrei presentarle?”, dice, garantendo di essere “sereno: i miei quattro figli (una dei quali si è sposata con un iraniano e gli ha dato una nipotina a cui in teoria non sarebbe spettata la frittella) sono dalla mia parte perché sanno chi sono davvero”. 
All’evento, alla fine, De Marchi non andrà. Ci sarà invece la Cgil di Mantova, che ha annunciato attraverso la propria pagina Facebook una distribuzione di zucchero filato e palloncini: “Anche se quell’ignominia è stata annullata, vogliamo dimostrare che i mantovani sono un’altra cosa rispetto a De Marchi. Il nostro sarà un evento improntato alla massima apertura e integrazione, rivolto ai bambini, ma anche ai loro genitori”.

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