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Amici ma non troppo: Di Maio avverte la Lega, tensione alle stelle tra i due “alleati” di governo

Nel mirino da diversi mesi ormai, criticato dai suoi stessi elettori che dubitano della bontà della sua leadership. Ma determinato ad andare fino in fondo, a giocarsi le sue carte. Alzando la voce con quell’alleato di governo, la Lega, che nell’immaginario collettivo è la vera spinta propulsiva del governo Conte. Luigi Di Maio non ci sta a passare come succube del Carroccio. E in un’intervista concessa al Corriere della Sera ha scelto di alzare la voce sul reddito di cittadinanza, criticando chi nell’emisfero verde dell’esecutivo avanza ancora dubbi in merito.

“Giancarlo Giorgetti parla di complicazioni non indifferenti? Noi siamo chiari, il reddito sarà operativo nei primi tre mesi del 2019. Se qualche membro del governo non crede in quello che stiamo facendo, allora è un rischio per tutti. Noi abbiamo firmato un contratto che va rispettato da entrambe le parti”. Il leader del Movimento Cinque Stelle ha poi sottolineato di non essere preoccupato dai sondaggi che vedono il partito in flessione e di non temere rotture tra le sue file, nonostante voci contrarie soprattutto sul dl sicurezza.
Sul fronte Tav, infine, una precisazione: “Noi non siamo contrari all’alta velocità. Personalmente, però, non ritengo la Torino-Lione un’opera strategica per il Paese mentre penso alla Napoli-Bari o alla Tav in Sicilia. Progetti come il Tunnel del Brennero o il Terzo Valico saranno valutati in base all’analisi costi-benefici. Non siamo contro le grandi opere, ma contro l’idea di farlo tanto per spendere soldi”.

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