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Dimartedì, i dubbi di Bruno Vespa sui migranti: “Quando li facciamo sbarcare che fine fanno?”

Anche Bruno Vespa interviene sul tema dell’emergenza migranti. Il conduttore della storica trasmissione Rai Porta a Porta è ospite della concorrenza di La7 nello studio di Dimartedì. Giovanni Floris gli domanda la sua opinione su quanto sta accadendo nel porto di Catania. E le risposte di Vespa non tradiscono certo le attese, visto che il giornalista lascia intendere di essere d’accordo con la linea seguita dal governo Meloni sull’accoglienza dei profughi.

Bruno Vespa a Dimartedì

Il conduttore Giovanni Floris domanda ai suoi ospiti nello studio di Dimartedì se quanto accaduto a Catania per il governo Meloni “sia una sconfitta o una vittoria, visto che la Francia apre un porto”. La replica di Bruno Vespa è immediata. “L’uno e l’altro. – sentenzia il conduttore di Porta a Porta senza attendere il suo turno – La Francia è la prima volta da anni che fa un gesto del genere”. Secondo Vespa, che si riferisce all’accordo sui ricollocamenti stretto a giugno con gli altri Paesi europei, “ci stiamo prendendo in giro da anni”.

“Il risultato di questi accordi? – si domanda polemicamente Bruno Vespa – 10mila migranti dall’Italia ricollocati. Poi però sono stati ricollocati solo 118: 74 alla Germania, 38 alla Francia. Andiamo avanti così? Non va bene”. Il giornalista della Rai si pone anche delle altre domande: “Quando noi li facciamo sbarcare, che fine fanno? Che cosa succede quando escono da Lampedusa? È questa la nostra generosità?”.

“Dobbiamo assisterli lì e poi farli venire con i flussi regolamentari. Abbiamo un disperato bisogno di immigrati, ma bisogna accoglierli bene”, conclude il suo ragionamento Vespa. Floris gli chiede allora se sia vero, come sostiene il centrodestra, che sia in atto una emergenza sul fronte migranti. La replica del collega è netta: “Beh, ci sono quattro Ong con altre barche in arrivo. Chiamatela come volete”.

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