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Disabile deve salire sul bus ma viene insultata dai passeggeri a bordo: “Disabile di m… cosa ci fai in giro?”

Una donna disabile ha cercato di salire su un filobus a Milano, ma è stata pesantemente insultata dagli altri passeggeri: in sua difesa solo l’autista. E’ successo sulla linea 90 dell’Atm, quando Graziella Biondino, 67 anni, con disabilità al 100% in carrozzina, è stata ricoperta dagli insulti dei passeggeri già presenti a bordo: questi si sarebbero indispettiti a causa della perdita di tempo che l’imbarco della carrozzina richiedeva a causa dell’abbassamento della speciale pedana di cui sono muniti i bus. “Quelle parole mi hanno toccato profondamente – ha raccontato la donna disabile – non mi sono mai sentita tanto umiliata. Com’è diventato il nostro mondo? Vedo sempre meno umanità”.

La vicenda
L’increscioso episodio risale a mercoledì 19 febbraio, alla fermata di viale Romagna – Largo Rio de Janeiro. Come riportato da Il Giorno, la donna di nome Graziella, dopo aver sbrigato alcune faccende voleva tornare verso casa con i mezzi pubblici. L’ira dei passeggeri, che non si sono accorti immediatamente delle condizioni della 67enne, si è scatenata quando l’autista ha fermato il mezzo ed è sceso per aprire la pedana e favorire la salita di Graziella. “Disabile di m..”, “C..zo ci fai in giro? Noi dobbiamo andare a lavorare”. Sarebbero queste alcune delle frasi rivolte alla 67enne che, successivamente, si è detta essersi sentita umiliata per il tipo di trattamento ricevuto. In soccorso della donna sarebbe però intervenuto l’autista mentre operava l’apertura della pedana. Il conducente dell’Atm l’avrebbe difesa, rispedendo al mittente gli insulti mentre avvisa la sala operativa dando l’allarme di quanto stesse accadendo. Così, gli addetti alla sicurezza sono intervenuti riportando la calma all’interno del filobus della linea 90.

“Sono stata insultata dai passeggeri che erano a bordo perché il mezzo era pieno e non volevano che io salissi. Mi hanno urlato ‘Disabile di m…, Che cosa fai in giro?, Noi dobbiamo andare a lavorare – ha raccontato a Il Giorno la donna – Erano tutti contro di me: italiani, stranieri, giovani, meno giovani. Il filobus era pieno ma c’era comunque posto per tutti. Non volevano spostarsi, secondo loro io sarei dovuta rimanere a terra. Solo l’autista mi ha difeso e ha lanciato l’allarme, facendo intervenire gli addetti della Security Atm. Li ringrazio tanto perché mi sono sentita protetta”.

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