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Green pass, un’altra poliziotta contraria: “È discriminatorio”

Dopo Nunzia Schilirò è il turno di Caterina Fabbrizzi. Il suo nome, sconosciuto fino a poche ore fa, diviene di dominio pubblico dopo la sua partecipazione a Controcorrente. La Fabbrizzi ricopre il ruolo di vice sovrintendente della polizia a Treviso. E anche lei, come la Schilirò, dichiara tutta la sua contrarietà al green pass durante la trasmissione di Rete 4 condotta da Veronica Gentili.

Un’altra poliziotta contraria al green pass

“Chiaramente noi dobbiamo far rispettare quelle che sono le normative. E non abbiamo molta possibilità di uscire da questo compito. Però ovviamente faccio le mie riflessioni. Noi questo green pass lo abbiamo percepito come uno strumento discriminatorio fondamentalmente”, dichiara la Fabbrizzi a Controcorrente. La conduttrice le domanda perché lo consideri discriminatorio.

“Perché, usato sul posto di lavoro, costringe a fare un tampone i miei colleghi, i lavoratori, ma tutte le categorie, perché è stato esteso a tutti – replica la dirigente di polizia – Il tampone ha un costo che non è così irrilevante. E, di conseguenza, chi non ha voluto aderire alla campagna vaccinale, perché non si è sentito di fare questo vaccino, si trova in seria difficoltà per poter lavorare”, sottolinea la donna.

“Caterina, se lei la pensa così ed ha questa prospettiva, quando deve andare a far rispettare le leggi come fa? – la incalza allora Veronica Gentili – Come fa ad andare dalle persone e dire loro di far vedere il green pass, o di mettersi la mascherina? Cioè, c’è una contraddizione, si trova in difficoltà, la sente come una cosa strana? E non teme anche di essere un cattivo esempio parlando in questo modo?”. Ma la sua ospite non si scompone. “No, no – replica decisa la Fabbrizzi – assolutamente no perché io sono all’interno della legge perché non c’è l’obbligo vaccinale. Quindi la mia è una scelta in una condizione di libertà. Non sto infrangendo nessuna legge”, conclude.

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