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Draghi scherza con gli studenti: “Lasciare l’euro? Mi viene da ridere”

Un Mario Draghi ironico ma anche molto determinato, quello che ha incontrato gli studenti provenienti da 10 diverse nazioni, i vincitori del premio “Generation €uro Students”. Durante il confronto con i ragazzi andato in scena a Francoforte, il presidente della Banca Centrale Europea ha affrontato un tema di stretta attualità come quello dell’euro, moneta ancora oggi molto discussa e della quale più volte alcuni partiti hanno chiesto l’abolizione, con il ritorno al passato.

“Voi siete la prima generazione nata con l’euro. Quando sentite parlare chi vuole tornare alle vecchie monete, a voi viene solo da ridere. E io riderei con voi” ha spiegato Draghi. “Non possiamo ignorare che il processo di integrazione europea viene contestato da più parti oggi e che su alcuni punti non sono stati raggiunti i risultati sperati come sul tema della disuguaglianza ma possiamo affrontare queste sfide solo insieme. Per questo abbiamo bisogno di voi”.
“È importante che partecipiate ai dibattiti, che prendiate posizioni come avvenuto sul tema del cambiamento climatico e che prendiate parte alle elezioni europee. In questo modo potrete plasmare il futuro dell’Unione. I sondaggi dimostrano che la maggior parte dei cittadini appoggia l’euro ma poi si sentono anche molte critiche e questo è dovuto al fatto che chi si fa sentire di più è chi non è felice perché chi è felice non deve ribadirlo ogni giorno”. “Ho letto un’interessante indagine della banca di Francia ieri secondo cui la maggior parte delle persone sostiene l’euro ma ritiene che abbia portato maggiori vantaggi ad altre nazioni anziché alla propria. Siamo dunque al solito adagio dell’erba del vicino… Questo è qualcosa su cui possiamo lavorare con il tempo rimanendo fedeli al nostro mandato. Molti di questi fenomeni peraltro dipendono anche dal fatto che siamo usciti da una crisi economica senza precedenti. Man mano che le memorie di questa crisi sbiadiranno, forse questo avverrà anche per questo senso di disagio”.

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