Esteri

Gas russo, Draghi: “La dipendenza è sottomissione, lo compreremo in Africa”

Il governo italiano è naturalmente preoccupato dalla situazione in Ucraina, con i combattimenti che non accennano a fermarsi e con l’esercito di Putin che piano piano distrugge e conquista porzioni sempre più larghe di territorio. Ma a rendere insonni le notti di Mario Draghi e dei suoi ministri è anche la questione delle fonti energetiche russe. A questo proposito, il presidente del Consiglio dichiara che la dipendenza dal gas russo rappresenta una “sottomissione”. Per questo l’approvvigionamento verrà diversificato.

Mario Draghi e Vladimir Putin

“Abbiamo finalmente affrontato, in Italia, la nostra dipendenza energetica dalla Russia che ora rischia di diventare sottomissione piuttosto che dipendenza. La risposta immediata è preparare un futuro in cui non dipenderemo più dalla Russia per il gas”, dichiara Draghi dall’Università Bocconi di Milano dove partecipa ad un dibattito. E infatti da Davos, dove è in corso il World economic forum, il ministro dell’Economia Daniele Franco ricorda che  “per l’Italia nel breve termine l’interruzione delle forniture di gas russo avrebbe un impatto drammatico”.

Sulla questione del conflitto ucraino interviene anche Sergio Mattarella. “Il percorso è divenuto più accidentato, dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Federazione Russa. – dichiara il presidente della Repubblica – Questo significa dover raddoppiare il nostro impegno. Anzitutto per la pace e il rispetto dei diritti dei popoli. Il valore della Pace ha caratterizzato da sempre l’impegno e la sensibilità dei lavoratori italiani. Pace, libertà, lavoro, democrazia. La civiltà contemporanea mette la persona e il suo diritto alla vita al centro del patto di convivenze civile nazionale e internazionale”.

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio si sofferma invece sull’emergenza rappresentata dal blocco delle esportazioni di grano ucraino. “Come Italia nei prossimi giorni promuoveremo tutte le iniziative affinché quel grano possa essere esportato dall’Ucraina. – spiega Di Maio – Chissà che proprio un accordo, un compromesso tra le parti sul Food security non possa costruire la strada per un compromesso tra le parti per arrivare alla pace. Rischiamo che scoppino nuove guerre a causa della crisi alimentare che si sta generando per il blocco del grano ucraino nei porti ucraini a causa della Russia”, conclude.

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