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Economia circolare, il successo di Greenrail: Giovanni Maria De Lisi guida la rivoluzione del settore ferroviario

Quest’oggi torniamo a parlare di economia circolare e lo facciamo raccontandovi di Greenrail, startup fondata nel 2012 da Giovanni Maria De Lisi che, dopo anni di ricerca e sperimentazioni, da qualche mese a questa parte sta ottenendo grandi ed importanti soddisfazioni. Ciò che propone Greenrail sono traverse ferroviarie innovative, dalle altissime prestazioni e dalla lunga durata, ma caratterizzate dall’essere ottenute con materiali di riciclo. In perfetta linea con il concetto di circular economy, infatti, il prodotto della startup è ottenuto dalla lavorazione di PFU (Pneumatici fuori uso) e plastica da rifiuto urbano. Greenrail è inoltre in grado di progettare e produrre tailor-made ogni tipologia di traversa ferroviaria secondo le direttive delle specifiche tecniche internazionali ed in base alle esigenze di ogni cliente. Attualmente, la proprietà intellettuale della tecnologia Greenrail è protetta su scala mondiale in più di 70 uffici brevetti nel mondo.

Greenrail: il settore ferroviario sempre più sostenibile

Come coniugare l’innovazione con la sostenibilità? La risposta, nella maggior parte dei casi, è nell’economia circolare, quel modello economico in grado di rigenerarsi da sé, mediante il riutilizzo intelligente di materiali considerati “di scarto” nell’economia lineare. Greenrail, la startup fondata nel 2012 da Giovanni Maria De Lisi, si fonda proprio su questo principio. Le traverse ferroviarie proposte da Greenrail sono infatti costituite da una cover esterna, realizzata con una miscela ottenuta da pneumatici fuori uso e plastica riciclata, e da una struttura interna in calcestruzzo armato precompresso.

Queste innovative traverse garantiscono tutte le caratteristiche meccaniche delle traverse ferroviarie “classiche”, offrendo però alcuni vantaggi:

  • Minore polverizzazione del ballast con conseguente riduzione dei costi di manutenzione;
  • Maggiore durata in opera;
  • Superiore resistenza allo spostamento laterale dei binari;
  • Un significativo isolamento elettrico;
  • Migliore resistenza al fenomeno di gelo/disgelo;
  • Salvaguardia della struttura interna in calcestruzzo dalla aggressione della sabbia nelle regioni desertiche.
  • Una riduzione delle vibrazioni e delle rumorosità derivanti dal traffico ferroviario;
  • Tracciabilità del prodotto grazie alla tecnologia RFID;
  • Il recupero e il riuso di diverse tonnellate di plastica e PFU (fino a 35 tonnellate) per ogni chilometro di linea ferroviaria.

Il successo di un business orientato alla sostenibilità

Dopo anni spesi in ricerche e sperimentazioni, Greenrail ha ottenuto finalmente il primo grande risultato. A dicembre 2017, infatti, è stata annunciata la prima nonché importantissima commessa per la startup da parte di SafePower1, società creata da imprenditori e investitori Usa per produrre e commercializzare i prodotti Greenrail inizialmente in cinque stati. Il valore dell’accordo è di 26 milioni di euro, che salgono a 75 milioni considerando le royalties ottenute sulle future vendite.

“Dagli investitori sentivo dire spesso di noi: “bella azienda, ma non fatturano”, e in effetti abbiamo a lungo sofferto per finanziare la nostra ricerca. Adesso si cambia decisamente passo, e le stime che abbiamo fatto per il contratto Usa sono persino prudenziali: i compratori hanno già trattative aperte per 1800 miglia di rete” – ha commentato in quel contesto Giovanni De Lisi, fondatore di Greenrail. Per il futuro, Greenrail prevede la messa sul mercato di altre tipologie di traverse “smart” entro il 2019, in grado di integrare sistemi elettronici, trasmettere dati e produrre energia.

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Sabina Schiavon
Visionaria per vocazione, blogger in erba per passione, freelance per professione. Milanese per nascita e vercellese d’adozione, si occupa di startup, imprese, Industria 4.0 e di tutti i temi legati all’innovazione. Ama la birra belga e il whisky scozzese, gustati accanto a un gatto che fa le fusa.