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Elon Musk: deve dimettersi da presidente Tesla e pagare una multa di $20 milioni

Il CEO di Tesla, Elon Musk, ha accettato di fare un passo indietro. Non sarà più presidente di Tesla, ma resterà amministratore delegato della società di auto elettriche che ha fondato. Una decisione presa nella giornata di sabato, dopo l’azione legale avviata giovedì dalla Sec con l’accusa di «frode e dichiarazioni false e fuorvianti agli investitori» per il tweet con il quale il 7 agosto Musk, senza preavviso agli azionisti e nessuna comunicazione alle autorità, annunciò l’intenzione di togliere Tesla dalla Borsa cedendo la società al fondo sovrano saudita Pif a 420 dollari ad azione. Prezzo calcolato con un premio del 20% rispetto alle quotazioni di quei giorni. 

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Cosa sta succedendo con Musk e Tesla?

La decisione della SEC è stata dettata anche dal fatto che Musk non ha fornito, nel tweet o in seguito, nessun dettaglio finanziario sull’annunciata operazione; tanto più che – come scoperto proprio dalla SEC – nessun vero accordo con il fondo saudita era stato realmente preso. In poche parole, il suo post su Twitter potrebbe aver influenzato l’andamento in borsa della società senza che nulla di concreto stesse realmente accadendo. Così, nella giornata di sabato è arrivata la precoce resa. Musk ha accettato un accordo che prevede che sia lui che Tesla paghino 20 milioni di dollari di multa ciascuno, e che Musk rinunci al ruolo di presidente per almeno tre anni. Musk rimarrà comunque all’interno della società, visto che potrà conservare il ruolo non esattamente secondario di CEO.  Un addio che diverrà effettivo entro 45 giorni.

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La causa della SEC asserisce che i tweet non avevano alcuna base fattuale e che il caos che avevano fomentato feriva gli investitori. Nel periodo trascorso dai tweet, Musk si è impegnato in esempi di comportamento pubblicizzati che molti investitori hanno messo in discussione; l’innovatore fumava marijuana e brandiva una spada durante la registrazione di un webcast, per esempio. Oltre alla multa della SEC, Tesla dovrà anche affrontare la sfida di nominare un presidente indipendente, due amministratori indipendenti e un comitato di bordo per stabilire protocolli per le comunicazioni di Musk in base all’accordo. Per il momento, l’accordo non è ufficiale; deve essere approvato da un tribunale. L’attuale accordo potrebbe comportare gravosi oneri nel consiglio di amministrazione di Tesla, che ora deve trovare un presidente indipendente in grado di collaborare efficacemente con un amministratore delegato che sta sviluppando sempre più una reputazione per essere imprevedibile e impegnativo. 

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