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Oltre i limiti! L’amico di Di Maio e i tweet della vergogna: che imbarazzo tra i Cinque Stelle

Non c’è soltanto il ministro Toninelli a mettere in imbarazzo il Movimento Cinque Stelle, inanellando una gaffe dopo l’altra. Tra i pentastellati, a essere baciato dalla fortuna negli ultimi mesi è infatti stato l’avvocato Enrico Esposito, ex collega dell’università di Luigi Di Maio e scelto proprio dall’attuale ministro come vice capo dell’ufficio legislativo del Ministero dello Sviluppo Economico. Un ruolo non certo secondario, ottenuto su “base fiduciaria”, e molto ben retribuito, considerando lo stipendio da 65mila euro annui. Peccato però che Esposito abbia già trovato il modo di far parlare di sé e non proprio in termini lusinghieri. A far discutere è in particolare il suo passato social, riportato a galla in queste ore da L’Espresso. Un mondo fatto di insulti sessisti e omofobi, con il buon Enrico a tentare di difendersi rendendo privato il suo account Twitter quando, però, era ormai troppo tardi.I vecchi cinguettii dell’avvocato erano infatti nel frattempo già diventati virali. Una vasta gamma: si spazia da un Vladimir Luxuria che “dovrebbe stare in galera” a una Micaela Biancofiore definita “una mignotta in quota rosa”. E ancora, battutacce da bar su Dolce e Gabbana (“Chiusi per indignazione, ma si può sempre entrare dal retro”, con riferimento alla chiusura di 3 giorni dei negozi milanesi dei due stilisti nel 2013). Giudizi poco lusinghieri sulle donne in politica (“Sono contento delle quote rosa al governo, almeno le leviamo dalla strada”). E vere e proprie perle come questa, del 2016: “Quando ti chiamano ‘ricchione’ o rispondi ‘a puttan e mammt’ o vai a piangere dalla maestra. Se fai la seconda cosa, sei ricchione davvero”.Esposito e Di Maio hanno frequentato insieme la facoltà di giurisprudenza alla Federico II di Napoli, con il primo che si è laureato nel 2011 per poi proseguire la carriera di legale in diversi studi, fino ad approdare al fianco del suo ex collega al Mise. Di origini campane, giovane, l’avvocato risponde alla perfezione all’identikit dei membri dello staff di Di Maio. Al momento, oltre a oscurare tardivamente il proprio profilo, non ha voluto commentare quei tweet imbarazzanti tornati alla luce. Nel Movimento, però, l’imbarazzo per l’ennesima figuraccia in un momento delicato è palpabile. E gli sguardi accusatori sono tutti rivolti verso una sola persona: Luigi Di Maio.

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