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Il fan di Salvini e quel vergognoso tweet sui bambini affetti da sindrome di Down

Augusto Casali, admin della pagina “Dio Imperatore Salvini” (questo già dice tutto), è ora nell’occhio del ciclone per una intollerabile “ironia” sui problemi tecnici delle piattaforme Facebook, Instagram e Whatsapp associando il termine informatico “down” con la foto di tre bambini disabili affetti dalla sindrome di Down. “Facebook, Instagram e Whatsapp in questo momento”, scrive Casali dal suo account Twitter pensando di essere simpatico.

Sotto al post, la foto di tre bambini affetti dalla sindrome. “In queste ore sta avvenendo su Twitter un polemica su di un mio presunto post contro persone affette da sindrome di down. È ovvio che non ho assolutamente niente contro le persone affette da sindrome di down, alle quali comunque chiedo scusa per l’incomprensione”.

“Ignoro le decine di ingiurie subite dopo un’ironia incompresa, voglio solo testimoniare come la cosiddetta ‘gogna mediatica’ sia fatta da tutte le parti politiche, non solo da’noi’: è normale nei social, già l’ho vissuta e l’affronto anch’essa con ironia, coerentemente con cosa faccio. Ci tengo però infine a notare con altrettanta ilarità come suddette ingiurie provengano unicamente da una parte politica la quale si fa da decenni avvocato per potere abortire individui affetti da tale sindrome”.

E ancora: “P.S.: ignobile chi mi da (senza accento, così, ndr) ruoli che non ho, ennesimo esempio di Fake News come col fenomeno Kekistan”. E in seguito alle polemiche ha prima secretato i suoi interventi, poi ha rimosso del tutto l’account.

Il 10 gennaio 2018 twittava: “Se verrò eletto #Presidente del Consiglio, prometto che la mia prima mossa sarà #abolire le fighe di legno! Ogni Italiano ha il diritto di #scopare!”. Per fare un paragone degno dei migliori stereotipi maschili, il linguaggio è quello da spogliatoio della squadra di calcio o della chat Whatsapp di calcetto dove viene condiviso di tutto e senza alcun ritegno.

Augusto è un esempio perfetto di chi ha ruoli all’interno della Lega. Salvini, infatti, durante un comizio aveva definito “sosia della Boldrini” una bambola gonfiabile, per poi rilanciare l’hashtag #sgonfialaboldrini nell’immagine di copertina della sua pagina Facebook. Più tutte le altre che dice ogni giorno. E quelle che dicono i suoi, come chi invitava Emma Marrone ad “aprire le gambe e farsi pagare”. Chapeau.

 

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