Economia

FICO, il parco del cibo compie un anno: il bilancio e le prospettive future, tra cui la Cina

Fico Eataly World, il parco agroalimentare di Bologna, ha festeggiato ieri il suo primo anno di vita con numeri molto positivi, in linea con le aspettative di 12 mesi fa: il fatturato complessivo ad oggi di circa 50 milioni (58 a fine anno), frutto della presenza di ben 2,8 milioni di visitatori e al lavoro di 900 addetti. Lo scontrino medio, supera i 18 euro a persona e, se la metà degli incassi arriva ancora durante i weekend e il dato degli ingressi bolognesi rimane stabile al 30%, anche se a colpire è l’aumento delle presenze straniere, cresciute negli ultimi mesi dal 7% al 20%.

L’amministratore delegato Tiziana Primori, ha commentato questi dati in occasione dei festeggiamenti del compleanno di Fico: “Il nostro sogno è diventato realtà: una realtà viva e autentica, che viene studiata a livello internazionale e che sta diventando una piattaforma per portare i nostri prodotti e le grandi competenze delle nostre aziende agroalimentari nel mondo. Mentre decine di comuni e realtà locali hanno trovato nel Parco un luogo dove portare e far conoscere al grande pubblico la cultura, i prodotti, le tradizioni e i saperi del territorio che sono la nostra incomparabile ricchezza. FICO è l’Italia, ed è il frutto di un grande lavoro di squadra, di chi ha creduto in questo progetto e dell’impegno delle aziende e delle persone che ogni giorno lavorano per far conoscere, capire e apprezzare il nostro cibo”.


Uno dei punti di forza di Fico, ha affermato la Primori, è innanzi tutto l’impegno e ciò che è stato realizzato dal centro agroalimentare, promuovere le piccole realtà italiane, dedicando ai comuni spazio per mostrare il meglio che hanno da offrire. Inoltre secondo l’a.d, è proprio grazie alla “vita vera” che trasuda da Fico, con piante e animali che nascono e le fabbriche contadine che trasformano le materie prime in prelibatezze, che da al Parco quel valore aggiunto che altri ancora non hanno. Un turismo accessibile, quello intrapreso da Fico Eataly World, che in questo anno trascorso ha coinvolto tutti, dai grandi ai più piccoli, attraverso la realizzazione di iniziative adatte a loro: nel suo primo anno, sono state 158.000 le persone e 40 mila gli studenti che hanno preso parte o prenotato attività per le scuole; di queste, 1.000 persone con esigenze speciali hanno usufruito di tour organizzati per il turismo accessibile.“A scaldarmi il cuore sono i bambini – ha proseguito la Primori – con le attività rivolte alle scuole che sono state allargate, vista la grande richiesta, anche a quelle dell’infanzia, mentre una sorpresa gradita è quella del turismo accessibile, rivolto a chi ha difficoltà deambulatorie ma anche a chi non è in grado di sentire o vedere”. Durante i corsi che Fico organizza, il pubblico può arrivare anche ad indossare camice e guanti e si può aggirare all’interno delle loro fabbriche, per vedere da vicino e toccare con mano il vero processo della vita di un prodotto alimentare.

Per il prossimo futuro, Fico ha intenzione di uscire dai confini dell’Italia, puntando al mercato cinese con cui, come ha spiegato la Primori, sarebberoo già in corso ragionamenti su spazi e interlocutori: “Fra tutti i paesi, abbiamo un interesse enorme con la Cina, perchè il governo cinese ha individuato in noi un progetto innovativo, siamo anche un po’ orgogliosi di questo” – ha affermato l’a.d a margine della presentazione dei dati e degli obiettivi. “La Cina cerca ormai il riconoscimento della qualità agricola e alimentare e ha visto in noi un’avanguardia. Al momento non c’è nulla di definito, ma stiamo lavorando sul progetto”.

Del resto era stato lo stesso Oscar Farinetti, in un intervista con il giornale Repubblica, ad annunciare che alcuni Paesi esteri si sarebbero fatti avanti per replicare la formula del parco, a metà tra un centro commerciale e un’area didattica sull’agricoltura. “Molti Paesi ci hanno chiesto di replicarlo – aveva detto Farinetti – La Cina l’ha già programmato entro due anni, gli Usa anche. Vogliamo arrivare ad avere un Fico in ogni grande Paese del mondo. Ad ogni replica 150 nostre aziende avranno l’opportunità di esportare nel mondo”.

Fico, la fabbrica contadina più grande d’Italia, non si dimentica di realizzare i suoi progetti nel rispetto della sostenibilità ambientale e sociale: Sono 150 le aziende che hanno contribuito a realizzare il Parco e 100 le imprese eccellenti di tutta Italia, dalla Sicilia al Trentino, che dall’apertura ad oggi operano a FICO hanno contribuito a farlo crescere, generando circa 900 occupati, che arrivano a 3.000 con l’indotto. Inoltre i 100 mila metri quadrati, all’aperto e coperti, di FICO sono stati realizzati riconvertendo le aree del CAAB senza consumo di suolo, mentre 3 milioni di kwh di energia pulita sono stati utilizzati grazie all’impianto fotovoltaico sul tetto. Nel primo anno, 10.000 chili di alimenti invenduti sono stati donati ad associazioni che si occupano di persone bisognose, 7 mila metri cubi di litri di acqua potabile sono stati risparmiati utilizzando acque di bonifica per l’irrigazione.

 

 

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