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Fintech in Italia: Satispay, il successo degli startupper dei pagamenti da smartphone

Abbiamo già parlato di fintech, il mondo della tecnofinanza che negli ultimi anni ha visto una crescita esponenziale, sia in quanto a valore sia a investimenti a startup del settore. Lo sanno bene gli startupper di Satispay, giovane realtà italiana di successo che offre un servizio di pagamento tramite smartphone, gratuito per gli utilizzatori finali e molto competitivo per i negozi che lo accettano. Ma come funziona l’app Satispay e cosa c’è dietro un business model di grande successo?

Satispay: un’app per smartphone rivoluziona il modo di pagare degli italiani

La startup italiana Satispay nasce nel 2013 dall’idea di un team di giovanissimi. Dietro al successo dell’applicazione per pagamenti da smartphone ci sono infatti Alberto Dalmasso, Dario Brignone e Samuele Pinta: classe 1984 il primo e 1982 gli altri, tutti i membri del founder-team hanno già esperienza nel campo dell’informatica quando danno vita a Satispay.
Questo ambizioso progetto del mondo fintech altro non è che un nuovo network di pagamento indipendente, semplice e sicuro, utilizzabile attraverso un’applicazione mobile. Grazie alla propria autonomia da banche e circuiti di carte, Satispay abbatte le commissioni tipiche di questo mondo per diventare il primo strumento utilizzabile per i pagamenti di tutti i giorni. Dall’app è infatti possibile effettuare ricariche telefoniche, pagare presso i negozi convenzionati (fisici e online) e scambiare denaro con i propri amici.
fintech-italia-satispayPer gli utenti il servizio è completamente gratuito, non ci sono infatti costi di iscrizione, di invio o ricezione pagamenti. Per gli esercenti fisici e online aderenti al servizio non sono previsti costi di attivazione o canoni mensili ma soltanto una commissione fissa di 0,20 € per i pagamenti superiori a 10 €: tutti gli incassi inferiori a questa soglia non hanno alcuna commissione. Oltre a questi servizi, utili e altamente innovativi, Satispay – agganciandosi all’IBAN e non alla carta di credito – permette il riconoscimento dei clienti ma anche una personalizzazione dei servizi, come è stato per il cashback e come potrebbe essere, in futuro, per i prestiti.
In un Paese così affezionato al contante, insomma, Satispay sembra essere la carta vincente per rivoluzionare il metodo di pagamento degli italiani. Ad oggi, infatti, l’app conta ben 260mila utenti attivi, anche se l’obiettivo è raggiungere presto il milione.

Fintech: il business model di Satispay per gli esercenti

Come abbiamo visto, gli startupper di Satispay hanno reso semplicissimo per gli utenti finali l’utilizzo dell’app. Ma come funziona per gli esercenti? In realtà, l’utilizzo da parte del mondo “business” è analogo. Agli esercenti basta infatti solamente uno smartphone/tablet o computer su cui installare l’app Satispay Business per iniziare ad accettare i pagamenti.
fintech-italia-satispayOltre a questa possibilità, Satispay ha confermato il proprio ruolo di first mover integrandosi anche con i POS (Ingenico, Pax e Verifone) e i software di cassa (TCPos, NCR, Diebold – Nixdors, Olivetti), avviando così l’attivazione su decine di migliaia di esercizi, e offrendo tutte le soluzioni più adatte anche per grandi catene retail. Queste scelte rispondono perfettamente alla chiara strategia dell’azienda di sostenere la crescita del servizio trasformando qualsiasi strumento già presente nei negozi in un terminale per ricevere i pagamenti con Satispay. L’idea dei fondatori di Satispay – che hanno ottenuto oltre 26 milioni di euro di finanziamenti complessivi – è infatti raggiungere presto i 100mila esercenti convenzionati, per espandersi poi nel resto d’Europa.
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