Giustizia

Fontana si difende in Consiglio: “Non tollero dubbi sulla mia integrità”

Il governatore leghista della Lombardia Attilio Fontana si è difeso davanti al Consiglio regionale dopo l’iscrizione nel registro degli indagati nell’inchiesta della Procura di Milano sulla fornitura di camici monouso alla Regione, prima fatturata e poi donata dal titolare della società Dama spa, Andrea Dini, cognato del governatore della Lega. Sul caso dei camici dice: “La magistratura sta lavorando, ma con Dama come con altre aziende il negoziato è stato corretto. Ho riflettuto molto sull’opportunità di intervenire oggi soprattutto per la preoccupazione di dare un’ulteriore cassa di risonanza per polemiche che ritengo sterili e strumentali”.

Ha aggiunto Fontana: “Ho deciso di venire qui per riaffermare la verità dei fatti e andare oltre per affrontare le sfide e le opportunità che abbiamo davanti. Abbiamo vissuto e stiamo vivendo una circostanza storica che non dobbiamo dimenticare. L’emergenza Covid è stata uno tsunami per la Lombardia. Sono convinto che alla fine la verità verrà a galla”. La tesi di Fontana, dunque, è che il caso dei camici sarebbe stata solo una campagna di “informazione faziosa”.

Il governatore Fontana poi attacca: “Le cose stanno così e rimarranno immutabili nel tempo a dispetto di chi le vuole leggere diversamente. Sapevo dal 12 maggio che Dama si era resa disponibile a fornire un contributo per l’emergenza Covid. Lo aveva fatto in precedenza. La trasmissione Report è arrivata solo il 1 giugno. Sono tuttora convinto che si sia trovato un negoziato corretto. Ma poiché il male è negli occhi di chi guarda, ho chiesto a mio cognato di rinunciare al pagamento e di considerare quel mancato introito come un ulteriore gesto di generosità”.

Per Fontana più di un’ora di discorso, quasi un’arringa in cui ha ripercorso le fasi più importanti dei mesi dell’emergenza per l’epidemia di Covid 19 in Lombardia. “Non tollero dubbi sulla mia integrità e su quella dei miei familiari. Durante l’emergenza la Regione ha rendicontato ogni euro speso. Gli attacchi contro di noi sono stati un grave contraccolpo per la Lombardia”. Al termine del discorso di Fontana i leghisti si sono alzati in piedi sventolando bandiere verdi con il simbolo della Lombardia, la Rosa camuna, e inneggiavano al governatore urlando dai loro banchi “Fontana, Fontana!”.

 

Ti potrebbe interessare anche: La procura smentisce Salvini: “Nessun positivo al Covid tra i migranti in Puglia”