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Fornero: “Italia inaffidabile, per questo l’Europa ci tratta così”

Si è chiuso l’accordo sul Recovery Fund. Un negoziato lungo, anche e soprattutto a causa dello scontro tra l’Italia e i cosiddetti Paesi frugali, Olanda in testa. La questione è che questi Stati non si fidano dell’Italia. Perché? Ha provato a rispondere l’ex ministro Elsa Fornero, in un’intervista all’HuffingtonPost, rilasciando dichiarazioni che hanno fatto sobbalzare sulla sedia molte persone. Il punto di vista della Fornero è questo: “Gli olandesi hanno detto all’Italia quello che anche la Germania e la Francia avrebbero comunque detto in maniera più soft, meno brutale, al momento della distribuzione delle risorse, e cioè che l’Italia deve utilizzare queste risorse per riavviare la crescita. Purtroppo provvedimenti come Quota 100 hanno dimostrato che l’Italia non è troppo coerente nell’affrontare il tema delle riforme”.

Dunque, la Fornero dà ragione ai frugali: siamo inaffidabili. Anni di riforme incompiute hanno reso Conte più debole al tavolo negoziale. Dice l’ex ministra: “Io mi metto tra coloro che credono che le riforme non si fanno per compiacere altri ma per necessità del nostro Paese (e questo per rispondere ad alcuni ministri di questo Governo che indicavano come ‘servi’ della Germania ministri di altri governi impegnati nel difficile compito di realizzare riforme). Con gli alleati si parla, si discute, non si vantano primati che non si hanno. Nessuno è perfetto e ovviamente neanche i governanti stranieri lo sono ma noi andiamo dicendo all’Europa che ce la possiamo fare da soli e allo stesso tempo chiediamo ingenti risorse, come credito o come aiuti, e senza alcuna condizionalità. Non è perciò stupefacente se qualcuno dice che il nostro grado di affidabilità nel fare le riforme va messo in discussione. Abbiamo un record di riforme approvate ma rinviate al futuro, parzialmente smontate, abbandonate”.

Spiega meglio la Fornero: “Nel Paese è diffusa un’idea sbagliata di riforme, come provvedimenti normativi che quasi come una bacchetta magica risolvono i problemi del Paese. E che richiedono sacrifici, almeno nell’immediato. Quindi facciamo le riforme presentandole in maniera distorta, pensando che non saranno veramente realizzate o che altri le cambieranno alla prima occasione. Negli altri Paesi, ma soprattutto in Germania, tutto ciò non accade. Negli ultimi venticinque anni abbiamo fatto importanti riforme del mercato lavoro, delle pensioni, della pubblica amministrazione e della scuola, ma i risultati deludenti sono sotto gli occhi di tutti. Sono state in larga misura inefficaci e mal tollerate. All’Europa ora interessa che l’Italia, un Paese fondatore, intraprenda questo percorso più seriamente di quanto ha fatto fino ad ora”.

Conclude la Fornero: “Di fronte a noi vedo un sentiero molto stretto che possiamo percorrere solo se gli italiani saranno consapevoli del valore sociale delle riforme. Le riforme economiche implicano sempre, in maniera più o meno diffusa, dei sacrifici: lavorare di più, più a lungo, è un sacrificio. Lo si è presentato come una sottrazione di opportunità di lavoro ai giovani, ma questo solo per la nostra incapacità di fare del mercato del lavoro un’istituzione inclusiva. Dobbiamo correggere alcuni difetti strutturali che ci portiamo dietro dagli anni passati”.

 

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