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Franceschini folgorato sulla via di Di Maio. Per lui solo elogi: “Studia, si impegna, è preparato”

Franceschini è stato il principale artefice della trattativa che ha portato all’accordo tra Pd e Movimento 5 Stelle per arrivare al governo. E ora che anche lui siede sulla poltrona di un ministero, si ritaglia un ruolo di primo piano per raccontare come vanno le cose all’interno della maggioranza giallorossa. Intervistato ieri sera a Otto e mezzo da Lilli Gruber, il ministro dei Beni culturali, che appartiene al Partito Democratico, ha rivolto una serie di complimenti al capo politico del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio.

Tutti hanno sottolineato questa cosa, e le parole di Franceschini sono suonate al miele per il capo politico del M5S che ora, per paradosso, gode di più stima tra quelli del Pd che non tra i suoi. Nel nuovo governo sostenuto da PD e M5S Di Maio è ministro degli Esteri. A una domanda sulle differenze fra Matteo Renzi e Di Maio, Franceschini ha risposto a favore di Giggino.

“Di Maio io lo conoscevo solo per l’immagine pubblica, invece ho visto che sui dossier e sulle cose di lavoro è uno che approfondisce, che studia, e quindi ho un’opinione assolutamente positiva”. Per “immagine pubblica”, Franceschini intende i molti inciampi e le informazioni false che Di Maio ha diffuso da quando è entrato in politica.

Fu lui a inventare l’espressione “taxi del Mediterraneo” per descrivere le Ong che soccorrono le persone nel tratto di mare fra Libia e Italia, e a chiamare “partito di Bibbiano” il PD nelle prime fasi dell’inchiesta sugli affidi dei bambini nel piccolo paese emiliano.

Di Maio inoltre è noto per sbagliare i nomi dei leader stranieri con cui parla in pubblico, e per una certa superficialità con cui tratta la storia. Una volta copincollò da Wikipedia diversi paragrafi sulla testuggine romana, un’altra sostenne che la dittatura di Augusto Pinochet governò il Venezuela, un’altra ancora si complimentò con la Francia per la sua democrazia “millenaria”.

L’ultima gaffe, invece, è di qualche giorno fa, quando il Ministro degli Esteri ha incontrato a Villa Madama il segretario di stato americano Mike Pompeo. Durante la conferenza stampa, il leader M5S ha ringraziato il segretario, inciampando però in un lapsus. E Pompeo è diventato “il segretario Ross”. E menomale che studia, approfondisce e si impegna…

 

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