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È morto Vincent Lambert: in stato vegetativo dal 2008, è divenuto simbolo del “fine vita”

È morto questa mattina Vincent Lambert, il paziente tetraplegico divenuto simbolo del dibattito sul fine vita in Francia. Dopo dieci anni in stato vegetativo, Vincent ci ha lasciati. La procedura di interruzione dei trattamenti “è stata avviata a partire da martedì della scorsa settimana”, come si leggeva in una mail inviata dal medico Vincent Sanchez, capo del reparto di cure palliative dell’Ospedale universitario di Reims, ad ognuno dei componenti della famiglia Lambert.

Il protocollo medico prevedeva “cessazione del trattamento” e “sedazione profonda e continua”. Le cure erano state sospese dopo l’ultima decisione del tribunale. La moglie di Vincent Lambert, Rachel, ha sempre ripetuto che lui non avrebbe voluto vivere in questo stato, ma gli anziani genitori si sono opposti fino all’ultimo istante.

Una battaglia legale cominciata nel 2013 (34 ricorsi in tutto con i quali si è fatta leva su ogni possibile cavillo) quando ci fu una prima sospensione delle cure, poi ripristinate attraverso un ricorso in tribunale. Lambert, morto a 43 anni, era padre di una bambina nata nel 2008, qualche mese prima dell’incidente stradale che l’aveva lasciato in stato vegetativo.

Dopo che martedì scorso era stata disposta la sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione del 43enne, nelle ultime ore anche i genitori si erano arresi definendo ineluttabile la morte del figlio. Mercoledì sera, oltre 300 persone si erano radunate davanti alla chiesa di Saint-Sulpice a Parigi per una veglia di preghiera dedicata al tetraplegico, in stato vegetativo da quasi 11 anni.

Il caso di Vincent Lambert è stato anche la storia di uno sconvolgimento familiare. La moglie dell’uomo, Rachel Lambert, così come sei dei suoi fratelli e sorelle nonchè il nipote Francois, hanno protestato per anni contro quella che definivano una “inesorabilità terapeutica” chiedendo che gli venisse concesso il diritto di morire.

Gli anziani genitori, ferventi cattolici, volevano invece che non fossero staccate le macchine che lo tenevano in vita.

 

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