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Calderoli sugli insulti e l’aggressione a Gad Lerner a Pontida: “Gli hanno fatto un favore”

“Pezzo di merda”, “buffone”, “comunista”, “venduto”, “pagliaccio”, “vai a casa”. Gad Lerner è stato accolto così dai militanti leghisti al suo arrivo sul prato di Pontida. Accreditato per Repubblica, il giornalista è stato scortato fino al gazebo transennato riservato alla stampa. Intanto i contestatori rincaravano la dose: “Massone, straccione, vai a casa, figlio di cento padri, spargi sempre merda su di noi, oggi sei tu che hai la merda, provocatore”. I contestatori lo hanno seguito minacciosamente sino all’area stampa, allestita a fianco del palco.

In prima fila, dietro le transenne sul Pratone, tante signore testimoniano così la loro fede leghista anche con i santini. Sono loro le più critiche verso il giornalista Gad Lerner che si aggira in zona stampa. “Vergogna, vergogna”, “pagliaccio vai a casa”.

Roberto Calderoli, tornato protagonista indiscusso della Lega, ha così commentato la vicenda: “Non ho visto l’aggressione, a dire il vero. Su Lerner dico che era meglio ignorarlo, così magari gli si è fatto un favore…”. Calderoli, a quanto pare ,insieme a Giancarlo Giorgetti è il regista dell’operazione referendum sul maggioritario annunciata da Matteo Salvini a Pontida. E in un’intervista a Repubblica dice che la contestazione a Gad Lerner ha fatto un favore al giornalista.

Sempre sabato un parlamentare della Lega ha detto che Mattarella “fa schifo”. E  Calderoli commenta: “Se lo poteva evitare… Quelle dette dal mio collega sono parole assolutamente sconvenienti. Probabilmente Mattarella poteva dare un incarico a Salvini, però è una valutazione politica”.

La parte più divertente dell’intervista è quando Matteo Pucciarelli gli chiede della legge elettorale proporzionale che vorrebbero M5S e PD e nel farlo gli ricorda un precedente storico piuttosto imbarazzante, il suo porcellum: “Se la legge elettorale non avesse avuto la natura di scambio tra riduzione di numero dei parlamentari e proporzionale, le direi che non è male. Ma se si ritorna al 1992, e io in Parlamento c’ero, allora ci ritroviamo il pentapartito”.

Calderoli, che all’epoca definì “una porcata” la sua legge elettorale (che da quel momento, grazie a Giovanni Sartori, prese il nome di Porcellum), ovviamente la butta in caciara. Ma questo argomento tornerà presto d’attualità…

 

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