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Galimberti stronca la Meloni: “Patriota al Quirinale? Visione miope”

Sta facendo molto discutere l’ultima uscita pubblica di Giorgia Meloni. Durante l’intervento conclusivo della manifestazione Atreju a Roma, la leader di Fratelli d’Italia rompe definitivamente gli indugi parlando della prossima elezione del capo dello Stato. Lei vorrebbe che l’Italia si trasformasse in una Repubblica presidenziale, dove sono i cittadini a votare direttamente l’inquilino del Quirinale. Per il momento si accontenta però di proporre un “patriota” per quel ruolo. Il suo pensiero va a Silvio Berlusconi. Ma sono molte le voci critiche che si levano, a cominciare da quella del filosofo Umberto Galimberti.

Umberto Galimberti

Giorgia Meloni vuole un presidente “patriota”.  Secondo lei, tuona dal palo di Atreju. c’è l’assoluta necessità di “uscire dal pantano della Repubblica parlamentare ed entrare nella Repubblica presidenziale”. Ma non solo perché, a suo dire, “il centrodestra ha i numeri per essere determinante per l’elezione del Capo dello Stato. Vogliamo un patriota e non accetteremo compromessi. Il Pd cerca un presidente della Repubblica che sia gradito ai francesi. Io rimango di sasso ma tragicamente non mi stupisce, perché la sinistra ha fatto il procacciatore degli interessi per il governo francese in maniera tragicamente palese”.

Parole che suscitano l’immediata reazione di Enrico Letta. Il segretario del Pd, in aperta polemica con la collega di Fratelli d’Italia, replica postando sui social una fotografia dell’ex presidente Sandro Pertini (1978-85), accompagnata dalla didascalia “Capo di Stato, patriota”.

Ospite di In Onda su La7, Galimberti ci va giù duro. “Direi che sia la Meloni, sia Salvini, hanno una visione molto miope. – attacca il filosofo – Dire patriota significa dire che il loro sguardo si ferma all’Italia. Ma purtroppo non possiamo più ragionare in questa modalità. Perché gli investimenti stranieri non sono in Italia, sono da fuori. – prosegue Galimberti – L’Europa non è l’Italia, è molto più grande dell’Italia. E allora se mettiamo Berlusconi, che è stato deriso per anni all’estero, non è che acquistiamo fiducia e credito presso il mondo che sta fuori dall’Italia, guardata solo dal punto di vista patriottico”, conclude.

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