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Genova, incendio nel cantiere del nuovo ponte Morandi. Va a fuoco la pila 13

Sembra non esserci pace per Genova, e per il ponte Morandi. Un grosso incendio è infatti divampato all’interno del cantiere per il nuovo ponte di Genova. A prendere fuoco è stato del materiale dentro la pila 13 della nuova struttura. Sul posto sono intervenute cinque squadre dei vigili del fuoco. Le fiamme hanno avvolto l’intera pila. Al momento non si registrano feriti. Via Fillak è stata chiusa al traffico per consentire le operazioni in sicurezza e poi riaperta poco dopo, quando tutto era stato messo di nuovo in sicurezza. Secondo quanto ricostruito dai Vigili del fuoco e dalla Polizia, il rogo sarebbe partito da un flessibile usato da un operaio, le cui scintille avrebbero raggiunto del polistirolo.

I pompieri hanno usato l’autoscala per raggiungere l’origine dell’incendio, adesso sotto controllo. L’incidente causerà un ulteriore ritardo nei lavori. Nelle scorse settimane il sindaco-commissario Marco Bucci aveva già annunciato un ritardo nella fine delle operazioni di un mese e mezzo circa. Come riporta Genova24.it, secondo la prime ricostruzioni e indiscrezioni all’origine del rogo potrebbe esserci un errore umano, visto che erano in corso le lavorazioni per la ricostruzione del viadotto, parzialmente crollato il 14 Agosto 2018, causando la morte di 43 persone e quasi 600 sfollati.

Nel frattempo, è stata riaperta con un bypass provvisorio l’autostrada A26 tra Masone e Genova dopo il crollo avvenuto ieri pomeriggio nella galleria Berté. I tecnici di Autostrade hanno predisposto uno scambio di carreggiata all’altezza del casello di Masone in modo da convogliare tutto il traffico nel tunnel parallelo. Per un breve tratto, dunque, si procede su una sola corsia in direzione sud e su due corsie in direzione nord. Inoltre l’entrata di Masone è chiusa in direzione Genova.

Una situazione destinata comunque a provocare disagi considerato l’afflusso verso la Liguria per la notte di Capodanno. In giornata i vertici di Aspi incontreranno la ministra dei trasporti Paola De Micheli, che li ha convocati d’urgenza dopo la notizia del cedimento. Secondo fonti interne alla società, verranno proposte al Governo ulteriori agevolazioni tariffarie rispetto a quelle già concordate con la Regione e un piano di monitoraggio con più controlli realizzati da società specializzate esterne.

 

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