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Genova è ancora sotto il ponte: mesi dopo la tragedia, una città che soffre e urla di rabbia contro il governo

Genova grida ancora di rabbia, a mesi di distanza da quel maledetto 14 agosto segnato dal crollo improvviso del Ponte Morandi e dalla morte di 43 persone, mentre il resto d’Italia si preparava a festeggiare il Ferragosto. I genovesi sono sul piede di guerra, puntano il dito contro Autostrade, accusano il ministero dei Trasporti. Dal giorno della tragedia, infatti, la città ligure fatica a rialzare la testa. Le autostrade ingolfate, la ferrovia ripartita con mille difficoltà, i traffici via mare rallentati.

A presentare il conto dopo il disastro è la Camera di Commercio, che parla di danni pari a 422 milioni di euro. La sola Ansaldo Energia, che si trova nella zona sotto il ponte, ne denuncia una cinquantina. Il tutto mentre il sindaco Marco Bucci continua a chiedere di accelerare i tempi per una ricostruzione sempre più complicata col passare dei giorni. Il decreto continua il suo lento percorso, ora arrivato alla seconda lettura in Senato. Stonando con le esigenze di una popolazione che chiede interventi rapidi e decisi.
Come scrive Repubblica, soltanto a ottobre il porto cittadino ha perso l’8% dei suoi traffici, mentre lo spostamento del traffico pesante sulla A7 Milano-Genova dopo il crolla ha finito per rallentare pesantemente la viabilità. La ferrovia, liberata a fatica dai detriti, è ripartita tra mille difficoltà. Una situazione che ha influenze negativo su tutta la regione. La Camera ha raccolto tutti moduli delle imprese che hanno subito danni, diretti o indiretti. Oltre duemila i modelli “Ae” consegnati, 800 dei quali legati al commercio genovese, che dichiara danni per 121 milioni di euro su un totale di 422.Delle 1434 imprese insediate nelle zone arancione e rossa, soltanto 404 hanno presentato alla Camera di Commercio la denuncia dei danni (28,2%). Perché? “La sensazione è che molte delle imprese di queste zone abbiano rinunciato in partenza a partecipare alla conta dei danni, o perché scoraggiate dalla mancanza di certezze sui fondi disponibili per gli indennizzi o perché non informate a sufficienza” è il commento amaro del presidente della Camera di Commercio Luigi Attanasio.

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