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Il retroscena! Abbracci in piazza: il Pd osserva, ma dietro c’è tutt’altro

Le telecamere sono a favore, ed ecco così che per ben due volte Gentiloni e Renzi si abbracciano durante la manifestazione del PD a Roma. Lontano dai riflettori, però, dietro al palco, i due non si sono rivolti parola, pare. Anzi, Gentiloni quando è lontano da occhi e orecchie indiscreti, si apparta per parlare con colui che è, ad oggi, il candidato favorito per vincere la segreteria del partito: Nicola Zingaretti. E Gentiloni ripete e a tutti, anche a Calenda qualche giorno fa, che la strategia dell’unità è percorribile solo facendo quadrato intorno all’attuale presidente della Regione Lazio.

Ma Gentiloni vuol far sapere a tutti anche quanto gli piaccia l’attuale segretario Martina, che alla piazza ieri ha mostrato una verve che non gli si era mai vista prima. Non è un doppiogioco il suo, semplicemente sa che nel partito c’è bisogno sia di unità, sia di novità. Anche Martina, forte del risultato ottenuto ieri, vuole candidarsi alla segreteria. Gentiloni, però, continua a puntare forte solo su Zingaretti, rispondendo così a chi dalla piazza continua a gridare: “Unità, unità, unità”.

Dopo le polemiche post sconfitta elettorale e la cena contestata e poi saltata da Calenda che doveva riunirli, quindi, alla manifestazione del Pd organizzata a Roma contro il governo M5s-Lega, si sono ritrovati sotto il palco l’ex segretario dem Matteo Renzi e l’ex premier Paolo Gentiloni. I due dirigenti hanno cercato di allontanare le polemiche passate. Così, di fronte alle domande sulla “pace fatta con Renzi”, Gentiloni ha replicato di ‘sì’ con un cenno del capo.

Sia Renzi che Gentiloni hanno poi attaccato la manovra dell’esecutivo gialloverde: “Qui si va verso il Venezuela, va fermata questa deriva”, ha attaccato l’ex segretario dem, invitando il partito a restare compatto e unito contro l’esecutivo. E una candidatura di Gentiloni alle primarie cosa poterebbe? Lui ha dato la sua disponibilità, ma l’intera frangia renziana avrebbe stoppato questa ipotesi, e Gentiloni, sempre con il suo alto senso di responsabilità, ha deciso di non creare altre polemiche e di sfilarsi.

La situazione è dunque questa: Martina ha avuto una grande iniezione di fiducia e prova a candidarsi, ma la sua candidatura leverebbe voti al candidato forte del partito che è Zingaretti. Gentiloni appoggia il presidente della Regione Lazio ma non ne condivide in toto la linea. E i renziani? Matteo ha detto di non candidarsi, ma si sa che lui ama i colpi di scena… In tutto questo, però, non hanno trovato un candidato vero su cui puntare: si pensa a Delrio.

Se Graziano Delrio rifiutasse la candidatura, come sta facendo finora prendendo sempre più tempo, Renzi potrebbe puntare su Minniti. Le primarie intanto slittano, non saranno più il 27 gennaio come si era ipotizzato all’inizio, ma potrebbero cadere due settimane dopo. Tempo c’è. Gentiloni predica unità e cerca di utilizzare tutta la sua abilità diplomatica per tenere unito il partito e cercare di iniziare la riconquista dell’elettorato.

 

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