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Di Maio, Salvini, Renzi? No, ecco chi è il vero leader degli italiani. Lo dice il sondaggio…

È una delle fasi più delicate nella storia della Repubblica italiana. Il governo guidato da Giuseppe Conte dispone, oggi, di una larga maggioranza in parlamento e sta varando misure che molti analisti giudicano irresponsabili e pericolose per il futuro. Fra i cittadini, però, l’attuale maggioranza ha ancor molto gradimento. Alle elezioni del 4 marzo, infatti, il M5S e la Lega, insieme, avevano ottenuto circa il 50% dei voti. Dunque, la maggioranza assoluta. Ma, al tempo stesso, “limitata”. Cioè: “ai limiti”. In seguito, M5s e Lega hanno formato il governo. Per mancanza di alternative.

Adesso, stando agli ultimi sondaggi, i due partiti continuano a salire rispetto a quanto ottenuto nei seggi, con la Lega leggermente in vantaggio rispetto ai “colleghi” di governo. Ma il dato più interessante del sondaggio non riguarda né Di Maio, né Salvini, né Conte. Riguarda il presidente della Repubblica. Nonostante i ripetuti attacchi, soprattutto quelli arrivati dai 5 Stelle quando rifiutò un governo con Savona all’economia, Mattarella continua ad avere un gradimento altissimo tra il popolo: il 65%.

In questi giorni ha rispettato il suo ruolo e nonostante non sia “felice” della manovra, è rimasto nei limiti dei suoi poteri e si è limitato a dare indicazioni. “La Costituzione chiede equilibrio di bilancio”. Il presidente della Repubblica, intervenendo nel dibattito sulla manovra, si appella sempre alla “Carta fondamentale” che “rappresenta la base e la garanzia della nostra libertà, della nostra democrazia”.

Bisogna “tutelare i risparmi dei nostri concittadini, le risorse per le famiglie e per le imprese, difendere le pensioni, rendere possibili interventi sociali concreti ed efficaci”. E ancora: “Avere conti pubblici solidi e in ordine è una condizione indispensabile di sicurezza sociale, soprattutto per i giovani e per il loro futuro”. Gli italiani si fidano di lui, e anche i partiti, i quali al sondaggio hanno risposto tutti con percentuali oltre il 50% in merito al gradimento e alla fiducia nel Capo dello Stato.

Di Mattarella tutti ricordano anche il passato: Piersanti Mattarella, suo fratello, fu assassinato il 6 gennaio 1980, giorno dell’Epifania, a Palermo. Uscito di casa, senza scorta, per andare a Messa con la famiglia, dopo essere salito su una Fiat 132, dove si erano accomodate la suocera, la moglie e la secondogenita di soli 18 anni, mentre il figlio maggiore si attardava a chiudere il cancello del garage, fu raggiunto da un killer sceso da una Fiat 127 guidata da un altro uomo, che lo colpì esplodendo più proiettili.

Piersanti Mattarella, raggiunto da sei proiettili, uno alla tempia, spirò poco dopo. Anche la moglie rimase ferita. Sergio Mattarella raramente torna sull’episodio, perché il dolore è ancora vivo. In questo mare in tempesta di conti che non tornano, di paure per il futuro, di bagarre politica continua, per fortuna c’è lui che tranquillizza il popolo, ammonisce il governo e predica sobrietà contro ogni schiamazzo e contro ogni populismo da bar.

 

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