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L’ex compagna di George in lacrime: “Giustizia! Nostra figlia non ha più un padre”

A parlare dell’uccisione di George Floyd ora è anche Roxie Washington, ex compagna e madre della figlia di George. Mentre per l’ottavo giorno di fila negli Stati Uniti dilagano le proteste, Roxie Washington, tra le lacrime, ha parlato nella sua prima conferenza stampa da quando è accaduta la tragedia: “Non ho molto da dire perché non riesco a mettere insieme le parole in questo momento. Volevo che tutti sapessero cosa si sono presi questi agenti. Alla fine della giornata vanno a casa e stanno con le loro famiglie. Gianna ora non ha più un padre”, dice Roxie Washington, indicando la figlia di sei anni sul palco con lei.

E poi aggiunge: “Non la vedrà mai crescere e laurearsi, non la accompagnerà mai in giro. Se c’è un problema e ha bisogno di suo padre, non ce l’ha più. Sono qui per la mia bambina e sono qui per George Floyd. Perché voglio giustizia per lui, perché era buono. Qualsiasi cosa si pensi era buono. E questa è la prova che era un brav’uomo”. Negli Stati Uniti intanto infiammano le proteste. Da New York a Washington, ancora una volta migliaia di manifestanti hanno sfidato il coprifuoco in diverse città statunitensi per protestare contro la brutalità della polizia e il razzismo.

Come riporta Open, a New York si sono già registrati scontri tra la polizia e i manifestanti: almeno 200 le persone arrestate, come riferiscono fonti della sicurezza alla Cnn. Le proteste delle ultime ore sono state pacifiche. I manifestanti hanno marciato attraverso Manhattan e, in alcuni casi, sono anche stati applauditi dai proprietari dei negozi e dai residenti. A Los Angeles (California), intanto, migliaia di persone si sono radunate sotto la casa del sindaco, Eric Garcetti. E, come riferito dal portavoce della polizia, Tony Im, proprio lì sono state arrestate diverse persone.

L’accusa è quella di aver violato il coprifuoco. I manifestanti di Seattle, invece, hanno usato gli ombrelli per proteggersi dagli spruzzi di spray al peperoncino delle forze di polizia. Il Pentagono ha spostato 1.600 truppe nell’area di Washington DC per aiutare le autorità locali a placare le proteste. A New York i manifestanti sono arrivati a protestare davanti alla casa del sindaco Bill de Blasio per la morte di George Floyd. Altri dimostranti hanno protestato davanti al Trump International a Columbus Circle. Anche la senatrice dem Elizabeth Warren ha preso parte alle proteste davanti alla Casa Bianca.

 

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