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L’ingegnere delle previsioni sbagliate voluto dalla Lega rinuncia all’incarico nel Cts

Era stato uno degli argomenti più discussi nella giornata di ieri, 18 marzo, quando il suo nome era balzato in cima a tutti i social. Parliamo dell’ingegner Alberto Gerli, voluto dalla Lega nel Cts. Dal web sono riemersi articoli e video che spiegavano quanto le sue teorie fossero sbalestrate e quanto ogni sua previsione sulla pandemia sia stata poi sempre smentita dalla realtà. E così, in un altro capitolo di questa tragicommedia, alla fine è arrivato il passo indietro. Alla vigilia della prima riunione del nuovo Comitato tecnico scientifico è arrivata la rinuncia formale all’incarico da parte di Alberto Giovanni Gerli. (Continua dopo la foto)

Gerli era uno dei dodici membri nominati martedì scorso dalla Protezione civile sotto il nuovo governo Draghi. La sua nomina ha suscitato molto scalpore dal momento che s’è messo in mostra per le tante previsioni sbagliate dall’inizio della pandemia di Coronavirus. Pur essendosi lanciato in diverse stime (dalla zona bianca in Veneto al crollo delle positività in Lombardia a marzo) queste si sono per lo più rivelate sbagliate nel tempo. (Continua dopo la foto)

Previsioni disattese che i giornali hanno collezionato nelle ultime ore per evidenziare quanto strana fosse la sua nomina nel nuovo Cts, visti i dubbi sulla sua competenza con riguardo all’epidemia da Covid. In particolare come ricorda Open – ad aver criticato l’assegnazione dell’incarico all’ingegnere sono stati i Verdi e Sinistra italiana. Oggi Angelo Bonelli aveva esplicitamente chiesto al premier Mario Draghi di revocare quella nomina. (Continua dopo la foto)

E così, a meno di 24 ore dalla prima riunione del nuovo Cts, è arrivata la “spontanea” rinuncia formale all’incarico. Gerli ha commentato: “A seguito delle inattese e sorprendenti polemiche esplose all’indomani della mia nomina, ho ritenuto opportuno rinunciare al mio incarico così da evitare al Cts e alle istituzioni in generale ulteriori, inutili ostacoli e distrazioni rispetto alle importanti e difficili decisioni che sono chiamati a prendere in un momento tanto delicato per il Paese”.

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