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Giletti invita Feltri a Non è l’Arena, ma è già rabbia tra i telespettatori

Dopo le tante polemiche degli ultimi giorni Massimo Giletti ha deciso di invitare a Non è L’Arena Vittorio Feltri, il giornalista finito di recente al centro della bufera per una serie di dichiarazioni contro i meridionali che gli hanno attirato contro critiche a non finire. Ad annunciarlo è stato lo stesso conduttore, che ha anticipato la presenza del direttore di Libero nel corso della puntata del 26 aprile, alle 20.30 su La7.

Un appuntamento durante il quale si parlerà della pandemia che continua a preoccupare gli italiani, con un focus questa volta sul ruolo dei virologi. E dove a tenere banco sarà però soprattutto il caso Feltri. Il giornalista nel corso della trasmissione Fuori Dal Coro aveva pronunciato la frase “i meridionali in molti casi sono inferiori”, un passaggio che aveva subito fatto drizzare le antenne tanto agli utenti, che lo hanno prontamente seppellito di critiche e insulti sui social, quanto alle autorità di vigilanza.
L’Agcom ha avviato un procedimento sanzionatorio nei confronti di Rti, la società del gruppo Mediaset, mentre l’Ordine dei Giornalisti ha annunciato degli approfondimenti in merito per valutare eventuali provvedimenti disciplinare nei confronti di Feltri. Il giornalista sarà ora di nuovo al centro della scena per un dibattito al quale prenderanno parte anche Alessandro Sallusti, Clemente Mastella, Luca Telese e Annalisa Chirico.Una scelta, quella di Giletti, che non è piaciuta a tutti. Non è la prima volta, infatti, che il conduttore si butta a capofitto su polemiche scoppiate altrove pur di attirare interesse nei confronti della sua trasmissione. Non piace a molti, inoltre, lo stile estremamente compiacente nei confronti degli ospiti di Non è l’Arena: ultimo in ordine cronologico il leader della Lega Matteo Salvini, che nonostante numerose gaffe e imprecisioni (compresa una difesa fallace dell’operato del governatore Fontana in Lombardia) non era mai stato incalzato dallo stesso Giletti. La speranza è che non si vada incontro a un pericoloso bis anche di fronte alle parole, indifendibili, di Feltri.

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