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Coronavrus, Giorgia denuncia: “Io, immunodepressa e con sintomi: non mi fanno il tampone”

Giorgia Benusiglio è immunodepressa (ha avuto un trapianto che l’ha salvata) e rischia di morire se dovesse contrarre il coronavirus. Ma nonostante i sintomi, e la sua condizione, non le fanno il tampone. Ed è lei stessa in un lungo sfogo su Facebook a raccontare la sua esperienza. “Non è vero che ti fanno il tampone se sei sintomatico… Te lo fanno solo se ti ricoverano”, è la sua denuncia. “Io continuo a non stare bene, oggi la tosse secca è peggiorata e ho un po’ di affanno nella respirazione. Sono immunodepressa (quindi un caso a rischio) e vivo con un’altra persona. Abbiamo chiamato il numero verde che ha voluto avere le nostre generalità al telefono e basta, dicendoci poi di chiamare il 112, a sua volta il 112 ci ha fatto chiamare la ATS (in quanto loro si occupano solo delle emergenze) che ci ha detto di chiamare la guardia medica”.

“Una volta contattata la guardia medica, ha cominciato a prescrivere (senza chiedere alcun tipo di informazioni sulla mia storia clinica, se fossi allergica a farmaci, se già usassi medicinali, per non essere vittima di controindicazioni) una serie infinita di farmaci tra cui Aulin e Tachipirina per 2 volte al giorno per 6 giorni. Un antibiotico (a nostra libera scelta). Alla domanda di Beppe: ‘Quale antibiotico? Perché la ragazza è allergica e può assumere solo Ciproxin’, la risposta è stata: ‘Va bene anche l’Augmentin perché è meno forte’. E poi: ‘Prendi qualcosa per la tosse, o Fluimicil o Bisolvon… è uguale'”.

Racconta ancora Giorgia Benusiglio: “La telefonata si conclude con Beppe che chiede al medico: ‘Me la fa lei la ricetta per questi farmaci?’. Risposta: ‘No, sono tutti farmaci da banco’. Beppe fa notare che l’Aulin e l’antibiotico hanno bisogno di ricetta. A questo punto il dottore dice di andare in farmacia e dire che ci mandava la guardia medica e che se il farmacista avesse fatto problemi poteva contattarlo telefonicamente che ci avrebbe parlato lui. Cioè, consiglia di andare in farmacia a un possibile contagiato! Vi rendete conto? Ho poi contattato i miei medici di Niguarda che ovviamente mi hanno totalmente vietato di assumere quanto prescritto”.

Conclude Giorgia: “Ancora non mi spiego come mai alcuni personaggi noti (calciatori, politici, etc…) sapessero di essere positivi grazie al tampone anche se asintomatici. Viviamo in uno Stato con la più alta tassazione di tutta Europa. La sanità è per tutti, non dovrebbero esserci pazienti di Serie A e pazienti di Serie B”. Giorgia Benusiglio nel 1999 è stata miracolosamente salvata grazie ad un trapianto di fegato, dopo aver assunto una piccola quantità di ecstasy. Da quel giorno, ha deciso di trasformare la sua esperienza in una lezione di vita, informando e parlando ai ragazzi dei rischi legati all’assunzione di droghe. Da più di 10 anni, svolge un’attività di prevenzione in tv, alla radio, nei libri e nelle scuole, affinché il suo errore possa evitare quello di qualcun altro.

 

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