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Giorgia Meloni sfida il centrodestra: “Rischio che vada da sola? Vedremo”

Giorgia Meloni senza peli sulla lingua nello studio di Non è l’Arena. Ospite di Massimo Giletti su La7 nella serata di domenica 6 febbraio, la leader di Fratelli d’Italia tocca tutti i temi dell’attualità politica. E, in particolar modo, quello dell’alleanza di centrodestra, da ricostruire dopo la spaccatura consumatasi con l’elezione di Sergio Mattarella alla presidenza della Repubblica.

GIORGIA MELONI, MATTEO SALVINI E SILVIO BERLUSCONI

“Il mio orticello è il campo del centrodestra. Il mio orticello sono i valori della destra e del centrodestra. Se qualcuno dice che nel mio orticello devo piantarci l’ulivo non ce lo pianto”. Così Giorgia Meloni mette subito in chiaro con Giletti quali siano le sue intenzioni. “C’è il rischio che vada da sola? – replica a muso duro a duna domanda del conduttore – Questo lo vedremo, non dipende solo da me. Io non faccio più buon viso a cattivo gioco se non ho garanzie che chi è mio alleato voglia stare in questa metà campo”.

“No, non l’ho più sentito dalle elezioni di Mattarella ma non è la prima vota che accade. – precisa rispondendo a Giletti che le chiede di Salvini – Ero d’accordo sulla candidatura di Silvio Berlusconi (al Quirinale). Il centrodestra aveva il diritto di candidare una figura rappresentativa del centrodestra. Spero e voglio credere che questo settennato possa essere diverso da quello passato. Ho condiviso alcuni passaggi del discorso del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che è stato in piena discontinuità con il presidente precedente. Ha parlato di combattere le disuguaglianze che con questo governo sono aumentate per esempio con le distinzioni tra i bambini vaccinati e non vaccinati”, attacca ancora Giorgia Meloni.

“Non vaccinerò Ginevra, l’ho già detto e lo rivendico. – ribadisce poi sicura di sé – Mi spaventa molto come affrontiamo questo dibattito sui vaccini in Italia. La scienza sulla vaccinazione dei minori non è tutta d’accordo. Ho fatto fare a mia madre subito la terza dose perché è una figura a rischio. Ritengo che lo stesso rischio non ci fosse per mia figlia. Mi preoccupa che chiunque abbia dei dubbi venga trattato come un criminale o un terrorista”, conclude.

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