Giustizia

Giovanardi continua a dimostrare quello che è: “Di cosa dovrei chiedere scusa? Cucchi è morto per droga”

L’ex senatore Giovanardi ci casca di nuovo. Sulla morte di Stefano Cucchi, nonostante le recenti dichiarazioni di Francesco Tedesco – imputato insieme ai colleghi carabinieri Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro per omicidio preterintenzionale – che ieri, dopo nove anni di silenzi, omissioni e depistaggi, si è liberato la coscienza e ha ammesso il pestaggio da parte dei suoi due compagni d’Arma ai danni del geometra romano morto soffocato in seguito alle lesioni riportate, l’intransigente ultracattolico ex ministro non cambia idea e insiste con invettive nei confronti della famiglia del ragazzo e difese a spada tratta, contro ogni ragionevolezza, delle forze dell’ordine, anche quelle che non onorano la divisa. E lo fa ostinandosi, contro ogni senso della decenza, a non voler chiedere scusa.

giovanardi

“Di cosa dovrei chiedere scusa? Cucchi è morto per droga, facciamo finire i processi prima di condannare i carabinieri” afferma”: sono passati 9 anni ma, contrariamente ad ogni evidenza, il mantra giovanardiano è sempre quello. Stefano Cucchi è morto per droga. Neanche la confessione di chi era presente al massacro di un ragazzo di appena 37 chili (“un anoressico” sentenziò all’epoca dei fatti il nostro Giovanardi) serve a insinuare il tarlo del dubbio nella mente dell’ex leader dei Popolari liberali: per lui la droga provoca ecchimosi, contusioni, ossa rotte e volti tumefatti. E Cucchi era “un drogato”. Stavolta, per lo meno, ha omesso però di dire che era anche “un sieropositivo”, come fece invece 9 anni fa a commento della morte del giovane.

stefano cucchi dichiarazioni giovanardi

Insomma, Giovanardi non si scusa. E rincara la dose contro Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, che da nove anni si batte per avere giustizia. “È stata brava a convincere il Comune di Roma ad intitolare una via al fratello, che non è un benemerito della Nazione” la schernisce imperterrito e incurante del fatto che, a seguito della confessione di Tedesco, sono finiti sotto inchiesta anche altri due carabinieri della stazione di Tor Sapienza, Francesco Di Sano e Massimiliano Colombo (comandante della stazione stessa), accusati di falso ideologico e soppressione di documento pubblico. Dal canto suo, Francesco Tedesco si è invece detto “rinato”. “Ora non mi interessa nulla se sarò condannato o destituito dall’Arma – dichiara tramite il proprio avvocato -, ho fatto il mio dovere, quello che volevo fare fin dall’inizio e che mi è stato impedito”. Meglio tardi che mai.

ilaria cucchi attaccata da giovanardi

“Quando smetterete di dire che siete caduti dalle scale?” chiede, nel film “Sulla mia pelle” di Alessio Cremonini sul caso Cucchi, un agente penitenziario ad Alessandro Borghi, che interpreta il sofferente geometra ucciso. “Quando le scale smetteranno de menacce” risponde il protagonista. A credere alle scale assassine oramai resta solo Giovanardi.

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