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Gli italiani non credono più a Salvini: “I migranti? Non sono una preoccupazione”

Nonostante i proclami della Lega e di Fratelli d’Italia, l’immigrazione non sembra proprio essere in cima alle preoccupazioni degli italiani. A turbare i sonni dei cittadini del Bel Paese sono, piuttosto, la situazione economica e le tasse. Questi i risultati del sondaggio CIAK MIgrACTION sulla percezione del fenomeno migratorio in Italia condotto dall’istituto Ipsos e presentato oggi a Bologna da WeWorld Onlus, organizzazione italiana indipendente che lavora in 29 Paesi – compresa l’Italia – con progetti di cooperazione allo sviluppo e aiuto umanitario.

Gli italiani sono sì preoccupati, ma tra loro priorità non c’è l’immigrazione: ci sono piuttosto la disoccupazione, nel 50% delle risposte al sondaggio, seguita dalla situazione economica (38%) e dalle tasse (34%). Il fenomeno migratorio è solo al 4° posto tra i problemi, con il 28%. Dai dati emerge anche una percezione falsata della presenza reale dei migranti in Italia, un fenomeno migratorio sovrarappresentato: gli italiani credono che il 31% dei residenti in Italia sia straniero. Ma il dato reale certificato dall’Istat parla di meno di un terzo di quella cifra: sono il 9% della popolazione.
L’aspetto lavorativo-occupazionale è tra quelli che più alimentano le paure: i migranti sono vittime, spesso sfruttate dal mercato del lavoro (per il 75% degli intervistati), e spesso svolgono professioni che gli italiani non vogliono più fare (55%). Ecco perché per il 56% degli italiani il mercato del lavoro dovrebbe riconoscere le loro competenze e titoli di studio (56%). Ma allo stesso tempo le aziende dovrebbero dare la precedenza nelle assunzioni ai lavoratori italiani per il 46% degli intervistati, e un terzo è convinto che i migranti abbiano reso più difficile trovare lavoro per gli italiani.Per il 33% vanno chiuse le frontiere, ma il 68% ancora ben disposto nei confronti dei rifugiati e a favore del diritto all’accoglienza. “Una percentuale importante degli italiani pensa che chi fugge da paesi a rischio di guerra, conflitti e disastri naturali vada accolto e distinto da chi migra per altri motivi”. Gli italiani riconoscono anche, infine, che ci sono ormai determinati lavori (agricoltura, edilizia, ristorazione) che si possono fare solo grazie ai migranti. Quasi unanime (84%) appare la richiesta all’Unione Europea di svolgere un ruolo più centrale a sostegno dell’Italia nella gestione dei rifugiati.

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