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Google Assistant e Alexa: le differenze tra gli assistenti virtuali di Google e Amazon

Quali sono le differenze tra gli assistenti virtuali di Google e Amazon? Chi si aggiudica la medaglia di miglior assistente fra Google Assistant e Alexa? La sfida è molto accesa e Google sembra davvero intenzionato a diventare ben presto il migliore sul mercato.
Al Google I/O Sundar Pichai ha fatto capire molto bene le potenzialità, nel prossimo futuro, delle intelligenze artificiali. A spiccare, però, è stato soprattutto Google Assistant. Gli esperti del settore hanno ascoltato a bocca aperta l’audio trasmesso in diretta inerente una telefonata effettuata proprio da Assistant per fissare un appuntamento dal barbiere. C’è chi è pronto a scommettere che non solo Alexa sarà surclassato, ma anche Siri di Apple dovrà piangere lacrime amare.
Ebbene sì Google è pronto a rilasciare importanti aggiornamenti per il suo Assistant. Alcune di queste cose Alexa può già farle, ma altre potrebbero dar parecchio filo da torcere all’assistente di Amazon. Eccole nel dettaglio.

Google Assistant vs Alexa: punti in comune e differenze

Quali sono i punti in comune fra Google Assistant e Alexa e quali, invece, le differenze? Ebbene Google ha reso noto che il suo “assistente” arriverà a supportare più di 30 lingue e sarà presente in 80 paesi entro la fine dell’anno. Come se non bastasse Assistant è già compatibile con oltre 5.000 dispositivi domestici.  Come in un torneo di ping pong Amazon ha però fatto sapere di avere dalla sua parte ben 12.000 dispositivi funzionanti con Alexa. I numeri sono a vantaggio, per ora, di quest’ultimo, ma se si pensa che solo a gennaio a oggi google è cresciuto a livello esponenziale passando da 1500 a 5000 è facile comprendere come il primato di Alexa possa vacillare da un momento all’altro. Per quanto riguarda il comparto legato alle quattro ruote, invece, Google pare partire già avvantaggiato. I modelli che lo supportano sono più numerosi rispetto ad Alexa anche grazie al successo ottenuto dal programma Android Auto. Altra sconfitta per Amazon? Alexa sfortunatamente supporta solo 3 lingue parlate: inglese, giapponese e tedesco. Fra 3 e 30 la differenza è abissale.

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Altro? Beh sì, la lista è ancora lunga. In merito alla qualità delle conversazioni il filmato mostrato a Google I/O ha lasciato ben poco spazio all’immaginazione. L’assistente potrà conversare senza problemi con gli umani e comprendere tutte le parole e le richieste senza che si debba sempre ripetere “Ehi Google” o “Ok Google” ogni volta. Grazie ad una nuova funzionalità, infine, Google Assistant potrà rispondere a domande multiple contemporaneamente. Tali aggiornamenti saranno ben presto realtà. Dal canto suo Amazon ha lanciato la modalità di follow-up che è uguale alle conversazioni continue di Google. Il problema? Le domande vanno poste entro cinque secondi dal comando di attivazione. Oltre a ciò la funziona è disponibile solo in lingua inglese e non può essere utilizzata nel bel mezzo di un’altra attività persistente. Insomma Alexa non è multitasking come Google Assistant.
Google ha annunciato di essere pronto a lanciare sei nuove voci all’Assistente, tra cui una basata sul cantante John Legend. Esse si aggiungono sulla possibilità di scegliere fra voci maschili e femminili già pre-esistente. Alexa ha più opzioni vocali, incluse varianti femminili e maschili con un accento americano, canadese, australiano, indiano o inglese. Oltre a ciò può sussurrare, ma anche variare la sua velocità di parola.
Per quanto riguarda, invece, le interfacce ci sono punti in comune? Google, secondo gli esperti del settore, sta pensando di rinnovare l’aspetto dell’app per smartphone e renderla più affine a Google Now. Google può interfacciarsi senza problemi con Youtube e Google Maps mentre i dispositivi Echo non possono riprodurre il canale video. Alexa, oltretutto, non è in grado di aiutare gli automobilisti come Google perché si limita a fornire indicazioni sul traffico e non le indicazioni stradali. Gli sviluppatori di Alexa, per Amazon, hanno molto da lavorare su questo fronte, ma l’impresa non è impossibile.
Sia Google Assistant che Alexa hanno una funzioni familiari. Google ha annunciato l’introduzione di “Pretty Please” funzione dedicata a tutta la famiglia, ma soprattutto ai più piccoli. L’Assistente potrà ringraziare i bambini per aver detto per favore e grazie insegnando loro l’educazione. Vi sono poi già attivi giochi, attività e storie per grandi e piccini in modo da avvicinare tutta la famiglia alle più moderne tecnologie.
Amazon ha lanciato, invece, la sua Echo Dot Kids Edition che viene pre-caricata con FreeTime della società. Si tratta di contenuti adatti ai più piccoli e pensati proprio per il loro divertimento e la loro crescita. Perfino Amazon, per promuovere la buona educazione, ha deciso di includere nel suo assistente un ringraziamento ai bimbi più educati pronti ad utilizzare alcune paroline magiche. In fin dei conti anche gli assistenti virtuali hanno un cuore e la buona educazione viene prima di tutto.

Google Assistant vs Alexa: le chiamate telefoniche

Tante sono le differenze, ma altrettanti sono i punti in comune. Google Assistant e Alexa, i due assistenti virtuali di Google e Amazon, hanno sviluppato, seppur in modo diverso, idee simili, ma hanno anche offerto ai propri clienti due diversi modi di affrontare la quotidianità con l’aiuto delle più moderne tecnologie.
A creare maggior divario fra i due colossi saranno però le chiamate telefoniche.
Google ha annunciato, come già accennato poco fa, la capacità del suo assistente di effettuare chiamate telefoniche per gli utenti e pianificare appuntamenti. Dal barbiere al dottore, l’assistente potrà prendere appuntamenti al nostro posto e assumersi così gran parte delle incombenze pianificando la nostra agenda personale. Non è però ancora chiaro quanto ci metterà Google a rilasciare questo importantissimo aggiornamento pronto a rivoluzionare il mondo.
Alexa non ha una funzione che possa nemmeno avvicinasi a tutto ciò.  Siamo sicuri, però, che Amazon rimarrà solo a guardare i propri competitor?

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Alessandra Solmi
Classe 1985, una laurea specialistica in comunicazione ed una malattia: il giornalismo. Prima per passione e poi per lavoro ama andare a caccia di notizie. Non si finisce mai di imparare anche perché le nuove tecnologie sono sempre pronte a lanciare nuove sfide in qualsiasi campo.