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“Ringrazio i camerati”: bufera sul candidato della Meloni a Torino

Razzisti, fascisti e nazisti dentro Fratelli d’Italia? Come se non bastasse l’inchiesta di Fanpage sulla Lobby nera, nuovi guai sono in arrivo per il partito di Giorgia Meloni. La Procura di Milano ha già aperto un fascicolo per presunto riciclaggio e finanziamento illecito su Carlo Fidanza e Roberto Jonghi Lavarini. I due sono protagonisti dei video di Fanpage, dove si esibiscono anche in saluti romani e battute sugli ebrei. Ora, a turbare i sonni della Meloni, arriva la bufera mediatica scoppiata intorno ad un consigliere appena eletto con Fdi al Comune di Torino. “Grazie ai camerati”, scrive su Facebook.

Dopo la Lobby nera, arriva il Nero di Torino. “Volevo ringraziare coloro che mi hanno dato una mano in Circoscrizione. Mio padre che è venuto con me nei mercati e sul territorio”, scrive sulla sua pagina Facebook Massimo Robella. “Amici che mi sono stati vicino e mi hanno dato una mano. – prosegue il consigliere di Fdi appena eletto in circoscrizione 6 – E tanti camerati di Torino che hanno lavorato per farmi entrare in circoscrizione. La destra sociale in Fratelli d’Italia”, conclude.

Ma quel termine “camerati” non è sfuggito a Marco Grimaldi, capogruppo di Leu e Verdi nel consiglio regionale del Piemonte. “A noi! Sono fascista! Hitler! Sono del Nord mica meridionale! Se devi spostare soldi all’estero ti aiutiamo! Muovo sempre mazzette in nero! Lascia il telefono che sono intercettato!”, commenta Grimaldi su Fb condividendo il post di Robella.

“Meloni è scandalizzatissima per il reportage di Fanpage. – prosegue Grimaldi sul cui profilo appare una sua foto mentre mostra il pugno chiuso – Pensate che la candidata al Consiglio comunale di Fratelli d’Italia che ha preso più preferenze, a Roma, è Rachele Mussolini, nipote di Benito. E i neo eletti consiglieri di circoscrizione a Torino si auto definiscono camerati. Il complotto contro Fratelli d’Italia continua. Cara Meloni, risparmiati 100 ore di girato: il fascista basta non candidarlo. O basta non esserlo”, conclude.

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