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Howard Schultz: Starbucks, storia di un imprenditore “self-made”

Quando si parla di sogno americano non si può di certo non parlare di Howard Schultz, il fondatore di Starbucks. Schultz è quello che, negli Stati Uniti, viene comunemente chiamato un imprenditore “self-made, un visionario che ha visto nel caffè un’opportunità di business da cogliere al volo. In particolare, Howard Schultz è riuscito a trasformare una piccola caffetteria – che inizialmente vendeva solamente chicchi di caffè di alta qualità – in una multinazionale presente oggi in tutto il mondo e con oltre 230mila dipendenti (dato aggiornato al 2016, ndr). Il segreto dietro a questa best practice? La capacità di sognare in grande…

Howard Schultz: biografia di un imprenditore self-made

Howard Schultz nasce nel 1953 a New York e trascorre buona parte dell’infanzia a Brooklyn. I suoi primi anni di vita vengono segnati da un evento che rimarrà per sempre nella mente di Schultz: nel 1961, infatti, il padre scivola su una lastra di ghiaccio fratturandosi la gamba e la caviglia irreparabilmente. Essendo privo di assicurazione sanitaria, Fred Schultz si trova senza lavoro e con una famiglia da mantenere.

howard-schultz-starbucksPiù volte, durante i suoi discorsi o conferenze, Howard Schultz ha raccontato “L’immagine di mio padre, accasciato sul divano di famiglia con la sua gamba ingessata e incapace di lavorare o di guadagnare denaro, e quasi dimenticato dal mondo, mi brucia ancora nella mente”. È proprio in quell’occasione che il giovane Howard decide che, qualora fosse mai riuscito a raggiungere una posizione importante, avrebbe lottato per fare la differenza nella vita di altre persone.

Negli anni successivi, nonostante le ristrettezze economiche, Howard Schultz riesce ad entrare alla Northern Michigan University grazie ad una borsa di studio sportiva. Schultz abbandona però il football per dedicarsi ad altre attività, tra le quali anche quella di barista.

Starbucks: la nascita dell’impero del caffè “italian-style”

I caffè Starbucks, così come li conosciamo oggi, sono nati proprio dall’idea di Howard Schultz, nonostante lo Starbucks originale era qualcosa di completamente differente. Il primo negozio con questo nome, infatti, nacque a Seattle nel 1971 dalla volontà di tre giovani di vendere chicchi di caffè di alta qualità: solo negli anni successivi, grazie ad un cambio ai vertici, il business si allargò arrivando ad avere ben 6 negozi in tutta Seattle che proponevano anche il celebre espresso.

howard-schultz-starbucksCome anticipato, però, la svolta per Starbucks arrivò quando Howard Schultz acquisì l’azienda. Il giovane imprenditore, infatti, durante un viaggio a Milano rimase così affascinato dal concetto di bar all’italiana che al suo ritorno fondò “Il Giornale”, non essendo riuscito ad ottenere un accordo per la trasformazione di Starbucks in un locale simile ai bar italiani.

Il successo de “Il Giornale” e del suo concept, però, nel 1987 – dopo solo due anni di attività – gli permette di acquisire Starbucks.

L’espansione di Starbucks

Da lì la strada è stata tutta in discesa: Starbucks diventa ben presto la più grande catena di caffetterie negli Stati Uniti per approdare, nel primo decennio del Duemila, anche in Europa. Attualmente, Starbucks è presente in 75 Paesi con 13mila punti vendita (dato aggiornato al 2016, ndr). Qual è il segreto dietro a Starbucks? Howard Schultz una volta ha affermato che non è il caffè il business della sua azienda bensì sono le persone. Ma non solo: sembra che il segreto sia proprio racchiuso nel suo passato, non particolarmente piacevole. Durante un’intervista, infatti, Schultz ha affermato “Meno interessanti e di poca ispirazione sono le tue origini, più probabilità hai che la tua immaginazione inventi mondi in cui tutto sembra possibile”.

Visto il successo della catena Starbucks potremmo dire che Howard Schultz sia riuscito a pieno nella sua impresa: oggi ogni negozio Starbucks, oltre ad essere estremamente di tendenza, rappresenta anche un luogo d’incontro, di condivisione ma anche di relax.

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Sabina Schiavon
Visionaria per vocazione, blogger in erba per passione, freelance per professione. Milanese per nascita e vercellese d’adozione, si occupa di startup, imprese, Industria 4.0 e di tutti i temi legati all’innovazione. Ama la birra belga e il whisky scozzese, gustati accanto a un gatto che fa le fusa.