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A.A.A. Cercasi 5 Stelle: sicuri della sconfitta, i grillini hanno abbandonato la Sardegna a sé stessa

Non tira una buona aria dalle parti del Movimento Cinque Stelle. Gli strascichi del voto su Salvini, con annesse polemiche, si fanno ancora sentire. E il futuro più prossimo non sembra particolarmente roseo, considerando il modo in cui i pentastellati si stanno avvicinando alle elezioni regionali in Sardegna. Francesco Desogus, il candidato scelto dai grillini, in questi giorni travagliati è stato lasciato solo, senza big a fianco. Soltanto in extremis arriverà Di Maio, a condividere con lui il palco per una sera.

E d’altronde prima ancora del caso Diciotti erano state proprio delle elezioni regionali, quelle in Abruzzo, a far capire che il vento non stava girando dalla parte del Movimento. I nodi sono venuti al pettine, evidenziando come la scarsa presenza sul territorio dei Cinque Stelle comporti conseguenze devastanti ogni volta che le popolazioni locali sono chiamate alle urne. Troppo tardi per rimediare in fretta e furia, però, e così la tentazione di abbandonare la Sardegna al suo destino si è fatta sempre più forte.

Meno di una anno fa, oltre il 40% dei sardi aveva barrato il simbolo del Movimento sulla scheda, in occasione delle ultime politiche. Oggi, lo scenario è ben diverso e i grillini potrebbero addirittura ritrovarsi al terzo posto, dietro centrodestra e centrosinistra. La punta di diamante dei Cinque Stelle doveva essere Alessandro Di Battista che però, vista la mal parata, è battuto in ritirata. Salvini, di contro, sta tirando con la solita ferocia la voltata finale per salire sul gradino più alto del podio. 

Qualche ministro grillino, come Danilo Toninelli per inaugurare una strada o Barbara Lezzi e Alberto Bonisoli, hanno fatto capolino sull’isola ma niente a che vedere con i palchi e le iniziative che sono state dedicate all’Abruzzo. Le bacheche Facebook invece per ora tacciono come se le elezioni sarde non ci fossero. La questione bollente del latte non viene toccata dai big del Movimento perché si rischierebbe di aprire un altro fronte con la Lega, che invece sta cavalcando il tema consapevole del bottino di voti che portano i pastori.Sul piano locale invece i 5 Stelle attaccano quotidianamente il Carroccio che “sta speculando sulla pelle degli allevatori”, ma Di Maio invece deve muoversi con i piedi di piombo per ovvie ragioni di alleanza e fino a questo momento non è arrivata una presa di posizione, mentre Salvini e il ministro leghista Centinaio su più tavoli hanno cercato un accordo tra pastori e industriali. Accordo che per ora non c’è.

“Salvini illude i pastori”. I 5S contro la Lega, il governo si spacca sulle proteste in Sardegna