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I governatori sconfessano Salvini-Meloni: vogliono tutti i soldi del Mes

Alle divisioni di un governo che vacilla pericolosamente a ogni occasione, impantanandosi nelle distanze abissali che separano la parte dem da quella grillina e viceversa, fa da contraltare un’opposizione a usa volta sfilacciata, per nulla coesa e piena di tensioni. Soprattutto su un tema, quel Mes eletto da Salvini e la Meloni come cavallo di battaglia al momento di pronunciare un “no” convinto e insistito, sbandierando ai quattro venti tutti i rischi di un’eventuale adesione che si trasformerebbe in una resa alla Troika.

Un tema sul quale il duo sovranista non accenna a innestare la retromarcia, continuando con una martellante campagna social. E che ha visto defilarsi, invece, Forza Italia, convinta che accettare quei 37 miliardi per far fronte all’emergenza sanitaria sia un’occasione da non sprecare, il classico treno che non passa due volte. Sulla possibilità di far ricorso alle risorse del Fondo Salva-Stati si stanno interrogando ora anche i governatori, per nulla convinti della bontà della linea sovranista.
Tra i presidenti delle varie Regioni italiane, infatti, la convinzione che i soldi del Mes siano fondamentali si sta facendo sempre più largo. Anche perché il piatto forte inserito dall’Ue nel menù, il Recovery Fund, rischia di avere tempi lunghi, con i primi soldi in arrivo. E il rischio forte è che le tensioni sociali, inevitabili di fronte a una crisi economica di scala così vasta, possa travolgere anche loro.Ecco allora, come rivela Il Foglio, che al Mes hanno già detto sì in ordine sparso i vari Cirio, Santelli, Bardi, Toma, Toti e i vice di Fontana e Fedriga. Marsilio e Fugatti, invece, si sono tenuti su una posizione meno decisa, senza però chiudere la porta. Tutti accomunati da un unico pensiero: non vogliamo certo essere noi a pagare per il no al Mes, che priverebbe inevitabilmente l’Italia di una boccata d’ossigeno, sotto forma di soldi da spendere subito. Sia chiaro, insomma, di chi saranno le responsabilità in caso di mancata adesione.

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