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I segreti del falegname: cosa c’è dietro la svolta del Dibba?

Siamo proprio sicuri che la svolta di Alessandro Di Battista, che ultimamente si è mostrato in versione falegname, sia “innocua” dal punto di vista politico? Difficile dirlo con certezza anche se qualche sospetto viene naturale, ora che il diretto interessato ha rotto il silenzio con un video in cui annuncia tra l’altro di voler partire a breve per l’India in compagnia della compagna e del figlio. Una bella avventura, considerando che il viaggio si svolgerà senza fare ricorso all’aereo. Ma intanto, qualche dettaglio non è sfuggito agli utenti.

 Come scrive Annalisa Cuzzocrea su Repubblica, infatti, dal filmato apparentemente innocuo emergono una serie di considerazioni evidenti. Innanzitutto, si tratta del primo intervento da tanto tempo a questa parte in cui Di Battista non ha citato Luigi Di Maio. Non ha giurato che il Movimento è in buone mani, che il suo sostegno resta incondizionato. Insomma, un Dibba stranamente freddo e poco vicino ai suoi colleghi pentastellati, sempre al centro dei suoi pensieri in passato.
“I motivi del disagio, li confida solo alle persone più vicine: sostiene di essere stato tirato in mezzo nel tentativo di stringere un’alleanza con i gilet gialli, poi rinnegata, solo perché era a Parigi con la famiglia della compagna. È stato querelato dagli imprenditori sì Tav senza che niente e nessuno, nel Movimento, sia intervenuto a difenderlo. Gli è stata imputata la responsabilità della sconfitta in Abruzzo solo perché era coincisa col suo ritorno sulla scena”.
Sotto l’ultima foto postata su Instagram, a due mesi dalla precedente, l’immagine del figlio Andrea alle prese con una grande pizza rossa, Di Battista scrive: “Stiamo benissimo”. Ma se il libro che scriverà si chiamerà “Politicamente scorretto” è anche per sfidare il Movimento 5 stelle “di governo”. E avvisare i colleghi che sì, ora parte. Ma prima o poi tornerà.

Di Battista agli attivisti: “Rispettate il mio silenzio. Del Movimento non parlo”