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Il business del miglioramento della salute globale secondo Bill Gates

Il numero uno di Microsoft Bill Gates è noto alle cronache non solo per il suo acume e i suoi miliardi, ma anche per il contributo costante verso la ricerca scientifica.
Da filantropo e fondatore di numerose associazioni per combattere malattie mortali come l’Aids, Gates è un attivo sostenitore del capitalismo creativo, ovvero lo sviluppo di un progresso tecnologico che tenga conto di portare benessere e crescita globale oltre al mero profitto.

Gates crede fermamente che ci sia bisogno di aiutare le popolazioni povere e bisognose, perché è dalle aree più difficili che bisogna partire per incentivare benefici e salute del mondo intero.

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Pochi giorni fa ha scritto sul suo blog un testo estremamente interessante sul miglioramento della salute globale. Gates parla di ciò che è stato fatto e di ciò che è ancora necessario fare per produrre risultati concreti.

Con la sua onlus Bill e Melinda Gates Foundation, creata insieme alla moglie nel 2000, l’uomo più ricco del mondo ha già aiutato centinaia di persone a combattere malattie, malnutrizione, povertà e analfabetismo.

Più profitti, più vite salvate

Cosa cerca di spiegare Gates che già non sappiamo? Semplice: la ricerca privata può trarre profitti sul mercato attivando una politica che promuova la salute globale. Ecco le sue parole tratte dal discorso tenuto all’Healthcare Conference annuale di San Francisco:

“È vero che la ricerca scientifica di base finanziata dal governo fa luce su percorsi promettenti per i progressi della salute.

La filantropia può aiutare a coltivare le migliori idee attraverso la scoperta e lo sviluppo, e bilanciare l’equazione rischio-rendimento per i partner del settore privato.

Ma l’industria ha le competenze, l’esperienza e la capacità necessarie per trasformare le scoperte in prodotti commercialmente validi.

Il fatto è che la salute globale ha bisogno del settore privato. E, francamente, il settore privato ha molto da guadagnare dal perseguire conquiste nella salute globale.

Nei prossimi decenni, le economie in via di sviluppo continueranno ad espandersi. Entro il 2050, la popolazione dell’Africa supererà il doppio di quasi 2,5 miliardi. Questo è più del doppio della popolazione prevista negli Stati Uniti e in Europa.

Ma non dobbiamo aspettare 20 o 30 anni. Anche nel breve periodo, l’impatto e i guadagni non si escludono a vicenda per il settore privato”.

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A Gates sta a cuore la salute dei pianeta così come l’economia e lo sviluppo.
Per questo difende la filantropia e giudica più che mai azzeccata la decisione di investire, oggi, nella ricerca scientifica perché questa può aprire strade commercialmente importanti e salvare milioni di vite.

Inoltre crede che il business del miglioramento della salute globale possa avvenire solo se accorciamo il disequilibrio esistente tra paesi poveri e paesi ricchi:

Non riesco a pensare a uno scopo più nobile che a cancellare il divario tra coloro che soffrono l’inesorabilità della malattia e della povertà – e quelli di noi che godono di buona salute e prosperità.

Raggiungere l’equità della salute nella nostra vita non è solo una possibilità. È un imperativo, perché tutti, indipendentemente da dove vivono, meritano la possibilità di vivere una vita sana e produttiva“. 

Se lo dice Bill Gates, possiamo crederci. Senza riserve.

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Roberta Montella
Leggere le piace, scrivere ancor di più. Dopo due Università, un Master e numerose redazioni, è Content Editor di Business.it, un portale che esprime tutta la sua curiosità per i nuovi media e l’innovazione tecnologica. Adora il cinema, odia la superficialità. Usa la tastiera come tappeto magico per esplorare a fondo l’intero mondo digitale.