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Ucraina, Salvini: “Non basta spegnere il condizionatore per fermare la guerra”

Matteo Salvini pacifista ad oltranza. Sembra essere ormai questa la posizione politica del leader della Lega sulla guerra in Ucraina. Secondo Salvini l’invio di altre armi a Kiev non farà altro che allontanare la pace. Il leader della Lega lancia anche una frecciata contro il presidente del Consiglio Mario Draghi quando afferma che, secondo lui, “non basta spegnere il condizionatore per fermare la guerra”.

Salvini contro Draghi

“Più armiamo una parte più la pace si allontana. – dichiara Salvini di fronte ai giornalisti – Spero che il mese di maggio che è il mese della Madonna porti la pace. Il problema è quello di salvare vite e di salvare il lavoro in Italia, i tedeschi pensano al loro interesse, Macron ai francesi, Biden fa le sue battaglie a migliaia di chilometri di distanza, quelli che ci rimettono siamo noi. La pace prima di tutto. – ribadisce il leader della Lega che lancia una frecciata a Draghi – Temo che non basti spegnere il condizionatore per fermare la guerra. Io ho chiesto un tavolo per la pace con gli altri leader. Credo che in settimana prossima si riesca a farlo”

“Alcune parole del presidente Biden o di alcuni leader occidentali sicuramente non aiutano a distendere il clima. – aggiunge poi ospite della trasmissione Dritto e Rovescio – Basta un bottone sbagliato al momento sbagliato contro l’aereo sbagliato e rischia di esplodere tutto. Sto lavorando per la pace. Continuando a rifornire di armi l’una o l’altra parte rischiamo di lasciare ai nostri figli un mondo nella devastazione. Se la risposta è armi, conflitto, scontro e alzare i toni, non ne usciamo più”.

“Bisogna stare molto attenti, bisogna stare dalla parte dell’Occidente e della democrazia facendo tutto il possibile per evitare che la guerra si espanda, non rispondendo alle bombe con altre bombe. – insiste ancora Salvini – Ci sono migliaia di testate nucleari che rischiano di distruggere questo pianeta. Bisogna costringere tutti ad arrivare alla pace. E non bisogna scherzare col fuoco perché la terza guerra mondiale rischia di essere alle porte. Usare toni esagerati, come anche qualche leader in Occidente sta facendo, allontana la pace”, conclude.

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