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Il coraggio della Carfagna: “Io non vado in piazza insieme agli estremisti”

Teoricamente ricompattato e pronto a dare battaglia al governo giallorosso, colpo su colpo, il centrodestra è in realtà un corpo frammentato, pieno di tensioni interne difficili (se non impossibili) da superare. A Perugia si sono ritrovati in una conferenza stampa Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni, tutti insieme a sostegno della candidata governatrice, Donatella Tesei (ex sindaca di Montefalco e senatrice della Lega). Ma la pace è durata poco.

La coalizione si è spaccata sull’eventualità di partecipare tutti insieme alla manifestazione indetta da Salvini per manifestare contro il governo, con la probabile presenza di CasaPound tra le sigle che sfileranno. Berlusconi ha cercato di smorzare i toni, dicendo che sarà comunque presente a Roma e cercando di bollare con un serafico “non mi interessa” ogni domanda sulla possibile partecipazione dell’estrema destra. Nel suo partito, però, in molti hanno mostrato posizioni diverse. 
A farsi interprete dei malumori è stata Mara Carfagna, da più parti considerata l’avversaria di Salvini nel partito di Berlusconi: “È giusto manifestare contro una manovra fatta di tasse e debito pubblico – dice – ma ritrovarsi in piazza fianco a fianco con esponenti di estrema destra, che hanno annunciato la propria presenza sabato a San Giovanni, non potrebbe che creare difficoltà in chi, come me, ha vissuto e condiviso la storia e i valori rappresentati negli ultimi 25 anni da Forza Italia”.Quindi la conclusione: “Per questo condivido le perplessità già esposte da autorevoli colleghi e l’invito rivolto al mio partito a riflettere sulla partecipazione a una manifestazione che sta assumendo una connotazione ben distante dalle nostre radici liberali, moderate, riformiste”. Stesse posizioni espresse dal senatore Lucio Malan e dal deputato Osvaldo Napoli. L’ennesima prova delle divisioni all’interno del partito di Berlusconi.

L’ennesima testimonianza di come esistano, di fatto, due destre che non possono stare assieme. Quella di chi va in piazza a urlare rabbia contro tutti e tutti e quella di chi, con fatica, cerca di costruire un percorso politico serio, ragionato. Per il bene del Paese. La Carfagna sembra essersene accorta. Il Cavaliere no, o forse semplicemente preferisce non vederlo.

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