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“Hai il cuoco di colore? Non mangio più qui”. Un caso (vergognoso) tutto italiano

Una storia che ha fatto il giro dei social, diventando il simbolo di un’Italia che si ribella al razzismo e che non accetta che certi atteggiamenti vengano, invece, fatti propri dai vicini di casa, dagli amici, dagli abitanti dello stesso paese. Protagonista Riccardo Lanzafame, che da due anni ha preso in gestione la locanda Malatesta a Montescudo, una frazione di poco più di tremila anime in provincia di Rimini. E che è diventato famoso per un cartello diventato virale.

“In questo locale abbiamo assunto un ragazzino africano, se sei razzista non entrare” ha scritto infatti l’uomo appena fuori l’ingresso della sua attività. Un gesto nato come risposta a un commento in Facebook nella pagina del paese che conteneva insulti razzisti contro il giovane aiuto-cuoco. Un ragazzo di 20 anni originario del Gambia. ” C’è stato chi ha scritto che potevo fare a meno di assumere un africano, forse era meglio un Papa nero”, racconta il ristoratore.
Dopo il post è anche partito, racconta il ristoratore, il boicottaggio: “Domenica scorsa sono partite le telefonate: mi ordinavano pizze poi non le venivano a prendere. Ma io vado avanti”. Il giovane era stato assunto da poco, con le referenze della scuola alberghiera che frequentava, per aiutare in cucina. “Tanti quando cerco personale, anche italiani, mi dicono di no, rifiutano perché preferiscono la disoccupazione” spiega Riccardo Lanzafame a La Repubblica.
“Lui è un ragazzo bravissimo, sa fare le pizze. Quando gli ho detto dei commenti si è messo a piangere, non voleva più venire a lavorare, l’abbiamo convinto a restare. Perché questo razzismo? Mi hanno detto: hai un africano? Io non vengo più. Le persone devono farsi un esame di coscienza”.

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