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Il CV perfetto: consigli da seguire ed errori da evitare

Giovani e meno giovani in cerca di lavoro provano a seguire le soluzioni più all’avanguardia per affilare le armi e sbaragliare la concorrenza. Nell’era dell’innovazione tecnologica e del digitale, siamo oggi sempre più disposti ad usare metodi sperimentali pur di farci conoscere nel miglior modo possibile. Oltre al Cv cartaceo e digitale, oggi ha preso piede il video recruitment, ovvero un sistema dove è possibile presentare la propria esperienza girando un video di pochi minuti ed inviandolo all’azienda alla quale si vuole proporre la propria candidatura.

Ma il caro vecchio Cv è un biglietto da visita difficile da superare, soprattutto per i meno giovani, poco avvezzi alla multimedialità.

Vale quindi la pena scriverlo bene e saper giocare d’astuzia, correggendo gli errori più comuni e inserendo qualche particolarità.

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In primo luogo sono assolutamente da evitare gli errori di ortografia.
A quanto pare non possiamo fidarci del correttore automatico, che spesso registra impropriamente parole sbagliate o non conosce la vera ortografia di parole in lingua diversa da quella scelta come principale.

Gli errori ortografici o di grammatica sono infatti da considerarsi uno dei danni più gravi per un Cv. Eppure sono anche fra i più comuni. Le aziende che leggono per la prima volta un Cv pieno di errori tendono a cestinarlo immediatamente, senza neanche guardare l’effettivo contenuto, ovvero l’esperienza e la competenza del candidato.

Per evitarli è necessario rileggerlo a voce alta, cercare sul dizionario o su internet le parole di cui non siete sicuri e verificarne la grafia.

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É inoltre opportuno evitare frasi troppo lunghe che descrivono i precedenti ruoli, dilungarsi su esperienze che hanno poco a che fare con la posizione richiesta, inserire dati come più numeri di telefono e email: basta un solo indirizzo per essere ricontattati.

I consigli sono invece quelli che renderanno il Cv più snello e appetibile. Prima di tutto è bene non scrivere dettagli che potrebbero essere discriminanti: religione, età, stato civile. Pur essendo un atteggiamento illegale, molte aziende le utilizzano come discriminanti alla prima lettura.

Inoltre, è suggerito mettere link a pagine professionali come LinkedIn on social che comprovano le tue passate esperienze, coerenti con la pozione che si cerca di raggiungere. Al contrario è sconsigliato sottolineare le cifre degli stipendi precedenti. La retribuzione è una cosa di cui si discute solo durante il colloquio con il personale adeguato.

Infine è bene scegliere un font chiaro, che faciliti una lettura scorrevole. La foto? Sì, purché sia discreta e non distragga l’attenzione dal contenuto del Cv.

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Roberta Montella
Leggere le piace, scrivere ancor di più. Dopo due Università, un Master e numerose redazioni, è Content Editor di Business.it, un portale che esprime tutta la sua curiosità per i nuovi media e l’innovazione tecnologica. Adora il cinema, odia la superficialità. Usa la tastiera come tappeto magico per esplorare a fondo l’intero mondo digitale.