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Salvini contestato in Polonia, Damilano: “Leader allo sbaraglio, fa pena”

L’episodio imbarazzante della contestazione subita da Matteo Salvini in Polonia continua a far notizia. Sono molti quelli che si precipitano a commentare l’accaduto, convinti che la botta sferrata dal sindaco della città di Przemyls possa rappresentare la definitiva dipartita politica del leader della Lega. Di questo avviso è anche il giornalista Marco Damilano, che ha dato da poco le dimissioni dalla direzione de l’Espresso. Secondo Damilano, ospite di Alessandra Sardoni a Omnibus, la scena vista in Polonia “fa sincera pena”.

Salvini contestato in Polonia

Terminato il video della contestazione di Salvini in Polonia, la conduttrice di Omnibus domanda al suo ospite perché nessuno abbia avvertito Salvini che avrebbe potuto rischiare grosso recandosi al confine tra Polonia e Ucraina. “Infatti di fronte ad una scena del genere viene voglia di esprimergli solidarietà, lo faccio persino io che non sono un suo amico politico. – replica neanche troppo ironicamente Damilano – Perché è una scena che fa sincera pena. Un leader mandato completamente allo sbaraglio”.

“Abbiamo appreso che questa trasferta è stata organizzata da Francesca Immacolata Chaouqui. Nota al pubblico per le sue vicende in Vaticano con varie inchieste. – prosegue la sua riflessione il giornalista – Il protagonismo a volte può essere deleterio. Eccone un esempio. Cioè tu vai in un teatro di guerra, come diceva Craxi, ‘i pifferi di montagna andarono per suonare e finirono suonati’. Vai su un terreno delicatissimo, credendo di presentarti come il salvatore, facendo dimenticare anni in cui hai fatto la voce di Putin in Italia”.

“E poi c’è uno ancor più sovranista di te che ti ricorda i tuoi trascorsi anche con una certa teatralità. – Damilano commenta divertito l’episodio della contestazione – Quando il sindaco Bakun ha tirato fuori dal giaccone la maglietta, si vede un Salvini smarrito che ricorre ad uno dei suoi cavalli di battaglia comunicativi. Cioè l’elenco. Lo abbiamo visto mille volte fare degli elenchi interminabili di quello che secondo lui sta facendo. Ma l’elenco arrivava sfasato rispetto alla traduzione. E finisce con una ingloriosa ritirata. Quando tra qualche mese questo signore proverà a candidarsi presidente del Consiglio italiano, non dimentichiamoci subito questa immagine”, conclude.

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