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Così nascono gli abusi: l’atto di accusa alla Chiesa arriva direttamente dal Vaticano

Un male assoluto che può trasformarsi però in occasione di purificazione, come chiesto da papa Francesco di fronte all’orrore degli abusi commessi dai preti pedofili. Una battaglia che sta logorando il mondo cattolico e che è al centro del libro “Consapevolezza e purificazione” di padre Federico Lombardi, dove vengono svelati anche alcuni dialoghi avuti privatamente dai vescovi riuniti nell’ultimo summit che ha avuto come oggetto proprio il delicato tema della pedofilia.

Come spiega l’autore sulle pagine di Repubblica, nell’occasione gli esponenti della Chiesa si sono trovati costretti a cambiare, non a cuor leggero, paradigma: le vittime, le cui testimonianze venivano spesso sminuite in passato o comunque finivano ai margini della scena, erano diventate protagoniste assolute dell’incontro. Un terreno minato sul quale Lombardi si muove da tempo, costretto a gestire la situazione dei primi scandali che arrivavano dagli Stati Uniti.
Un libro che riprende alcune tesi di padre Stephane Joulain, secondo il quale “gli abusi sono figli di una cultura clericale imposta dai preti e accettata dai laici, quella stessa cultura che con ogni probabilità è propria di coloro che vedono l’omosessualità come l’origine del male”. I preti non devono godere di forme di riverenze da parte della comunità solo perché ordinati. “Non individualmente”. Lombardi parla della necessità di “rompere e superare la cultura del silenzio”. E quella per la quale la Chiesa è vista “come potere e non come servizio”. Fondamentale, in questo percorso, l’ascolto delle vittime. Occorre poi “valutare bene chi entra in seminario”, con donne che siano “presenti anche nel corso della formazione dei seminaristi”.

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