Interni

Il giorno del giudizio: processo Raggi, attesa la sentenza. Cosa succederà a Roma (e ai Cinque Stelle)

Il duello continuo con quell’anno dall’appetito insaziabile, Matteo Salvini, sempre a caccia di nuovi consensi. Il caso Tav che tiene banco a Torino, dove i favorevoli si preparano a scendere in piazza e, stando almeno alle stime di queste ore, potrebbero anche raggiungere numeri importanti. E soprattutto, anche per questioni cronologiche, il caso Raggi, con il rischio di perdere clamorosamente la gestione della capitale nel giro di poche ore e mettere la parola fine a un’avventura politica che ha smarrito gran parte dell’iniziale entusiasmo.

Accusata di falso nel caso Marra e prossima al giudizio, Virginia si dice sicura della sua posizione e non teme un verdetto sfavorevole, eventualità che la costringerebbe, stando allo statuto dei Cinque Stelle, a lasciare il Campidoglio. I giornali scrivono di una sindaca che non pensa nemmeno all’eventualità di una condanna, la testa già al bilancio da approvare a dicembre e discusso con i suoi nel corso dell’ultima riunione, come niente fosse. Una certa apprensione di fondo resta, mentre il conto alla rovescia si avvicina sempre più allo zero.
A giocare a favore della Raggi, a sorpresa, potrebbero essere i gradini più bassi del Movimento, quelli occupati da militanti che di abbandonare la nave non vogliono proprio sentirne parlare e continuano a difendere a spada tratta la loro beniamina tanto sul blog ufficiale quanto sui social. Un atteggiamento antitetico rispetto alla freddezza mostrata dai vertici nazionali nei confronti del primo cittadino di Roma, e che però si sta rafforzando in queste ore.Al punto che, anche in caso di condanna, non è da escludere che si faccia un ultimo tentativo prima delle temute dimissioni: affidare alla piattaforma Rosseau e quindi al voto virtuale del popolo le sorti della Raggi, chiedendo agli elettori grillini di esprimersi sul suo futuro. Eventualità che, come detto, nessuno prende al momento in considerazione. Almeno, non ad alta voce.

Ultima fermata Roma: la città al capolinea, la cupa profezia sulla Raggi